432 SERGIO NARDI Ma al di là della giusta collocazione del movimento cooperativo - che richiama le parole dettate da Marx nell'Indirizzo inaugurale dell'Associazione lnterna.zionale del 1864(101) - e del partito, appare in tutta evidenza, nella posizione di Costa, la preoccupazione di una mediazione teorica e politica fra l'intransigenza e la pratica possibilista (102). Ma il tentativo di trovare un legame fra l'una e l'altra posizione e fra il partito e là cooperazione, solo attraverso l'azione sua personale, non può che restare irrisolto, giacchè non si tratta di rapporti personali, bensì politici. Per le sue propensioni e in assenza di una elaborazione teorica e di una analisi delle forze politiche in campo, l'atteggiamen~o di Costa finisce oggettivamente in una azione di sostegno del possibilismo cooperativo. Un movimento « pacifico e legale » che nel richiedere riforme non potrà incontrare che resistenze per il carattere conservatore dei governi, espressione della borghesia. In tal modo, alla fine, si dimosì"rerànecessaria l'azione rivoluzionaria, preparando e rendendo possibile la rivoluzione. Così Costa diviene il più fiero ed autorevole sostenitore dei bisogni e delle J!ecessità àe!L'\ssociazione e dei braccianti che vi aderiscono. In parlamento, presso ministeri e uffici governativi sostiene dure battaglie per gli appalti, per sollecitare le pratiche, per il finanziamento di nuove opere. E da Baldini e dalle altre cooperative romagnole gli pervengono petizioni e relazioni sulle condizioni dei braccianti, (101) K. ·MA.Rx-F. E. ·cELs, Il Partito e l'Internazionale, Roma 1948, p. u2-113. « Parliam? del Mov~mento cooperativo [ ... ]. Il valore di questi grandi esperimenti ~ciali non può mai essere apprezzato abbastanza. Nello stesso tempo però =l'esperienza [ ...] ha provato fuori di ogni dubbio che il lavoro cooperativo, per quanto eccellente, in via di principio e utile nella pratica, finchè rimane limitato all'angusta cerchia di tentativi occasionali di operai singoli, non sarà mai in grado di arrestare l'aumento del monopolio che avviene in progressione geometrica, di liberare le masse e nemmeno di alleviare in modo sensibile il peso delle loro miserie [... 1. Per salvare le masse lavoratrici il lavoro cooperativo dovrebbe svilupparsi in dimensioni nazionali e, per conseguenza, dovrebbe essere alimentato con mezzi della nazione. Ma invece i signori della terra e del capitale utilizzeranno sempre i loro privilegi per difendere e perpetuare i loro monopoli economici. Ben lungi dal cooperare alla emancipazione del lavoro, essi continuer::111noa opporle ogni ostacolo possibile [ ... ] ». (102) R. ZANGHERI, Andrea Costa e le lotte, ecc. cit., p. 19.
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