Nullo Baldini nella storia della cooperazione

IL MOVIMENTO COOPERATIVO RAVEN~ATE, ECC. via di transito alle maggiori soluzioni del programma socialistico». Ma ciò non toglie che nel giudizio severo ricorrano critiche fondamentalmente giuste sull'esperienza del movimento cooperativo così come si è venuta svolgendo fino allora. Nata e sviluppatasi in generale sotto l'influenza di filantropi e riformatori borghesi, la cooperazione, a loro avviso, non può essere che un diversivo rispetto ai fini rivoluzionari che si propone il socialismo. Ciò che non si vede è un possibile e diverso uso del movimento cooperativo e quindi un possibile e diverso rapporto col socialismo. Se la cooperazione lenisce momentaneamente il male e aiuta l'operaio ad emanciparsi, sia pure individualmente anzichè collettivamente, come viene riconosciuto, vi è un collegamento politico fra questo primo passo e la coscienza più matura della rivoluzione, fra momento economico e momento politico. Ma questo nesso non è percepito. La scelta rimane fra la cooperazione che è borghesimo e il socialismo che è rivoluzione. E il fugace accenno all'importanza della rivendicazione economica non rivela ancora la coscienza di una diversa e nuova esperienza rispetto al movimen~o cooperativo: la resistenza sindacale che si pone fra la cooperazione e il partito politico, in quanto si risolve nella rivoluzione come instaurazione della proprietà collettiva. Quanto di giusto vi è nel mettere in guardia contro i pericoli sottesi dal movimento cooperativo si perde nel rifiuto assoluto di questa esperienza per salvaguardare il popolo dalle contaminazioni che possono sviarlo da quella che si ritiene l'unica strada per arrivare al socialismo, la rivoluzione. '.È l'altra delle due anime del socialismo, quella massimalista, che ha la sua ragion d'essere nelle sofferenze ·delle masse contadine ed una base polii:ica nell'avversione dei braccianti all'impresa di Ostia, e che si esprime nella ricerca di un rimedio radicale e non contingente alle condizioni delle classi più diseredate. E in questa prospettiva si rifiuta l'articolazione politica della lotta per il socialismo con vari strumenti e su piani sociali diversi in quanto manca una analisi e quindi una visione chiara dei rapporti di classe e del modo come si è sviluppato il capitalismo nel paese e delle forze sociali che possono concorrere alla rivoluzione. 'È da mettere in rilievo che perciò non si delinea ancora la funzione che spetta al partito come sintesi politica degli organismi autonomi che nascono nel seno stesso della classe operaia. È un riflesso

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