SERGIO NARDI Dunque le cooperative e le colonie agricole sono parte delle idee socialiste e poichè « [ ... ] per noi la pratica è sempre di un valore inestimabile [ ... ] » (92), allora costituire cooperative e colonie agricole significa « [ ... ] fare un po' di pratica socialistica per quanto lo consente la situazione odierna in attesa di attuare più grandi cose a profitto dell'infelice classe di coloro che lavorano senza percepire tutto il frutto del loro lavoro [... ] » (93). A sostegno di questo indirizzo sta il fatto che « [ ... ] se le nostre forze faranno difetto noi possiamo fin d'ora dichiarare che la santa crociata del lavoro avrà almeno e sempre in noi de' fedeli sostenitori. Oggi la propaganda attiva, efficace, pratica e non solamente teorica dei nostrì egualitari principi. Il resto che è in seno all'avvenire, non ha bisogno di chiacchiere accademiche. Se la frase è la sostanza, il midollo delle nostre ìdee più o meno battagliere, a seconda della frase a forti colori, noi non siamo che possibilisti nel1'ordine attuale di cose magiche. Se no, no! Siamo rivoluzionari » (94). Si afferma la validità dell'attività della cooperazione non già come sviluppo della coscienza sociale e della lotta politica della classe operaia in. funzione della lotta per il socialismo, bensì come pratica possibilìsta e quindi rinchiusa in se stessa in attesa di più grandi cose, la rivoluzione. Non è l'esercizio alla pratica della direzione come maturazione di una nuova classe dirigente e come affermazione di nuovi e diversi rapporti sociali per avvicinare il momento del trapasso dalla ·società capitalistica a quella socialista. In attesa della rivoluzione, atto ineluttabile del domani, si riempie il vuoto dell'oggi con quel tanto di pratiça che consente la situazione. Poichè in ciò_st~so non si scorge quanto di rivoluzionario si attua, la cooperazione e le colonie agricole restano così mero empirismo. La pratica possibilista è dunque la copertura politica dell'attività dei nuovi organismi, che giustifica l'accettazione degli aiuti e l'incontro con gli orientamenti della parte più avanzata della classe dirigente. Sulla stessa piattaforma convergono, infatti, da una parte la volontà cii porre un .rimedio immediato alle disperate condizioni delle classi più umili, e dall'altra quella di trovare una via per la soluzione della (921 ll Comune, anno II n. 65, 8-9 marzo 1885. 193) Il Comune, anno II n. 65, 8-9 marzo 1885. f94J Il Comune, anno II n. 65, 8-9 marzo 1885. ':
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