Nullo Baldini nella storia della cooperazione

SERGIO NARDI oggettiva trae alimento, resta aperto ed ha battute di arresto e marce in avanti. Accanto ad uomini liberal-democratici come Baccarini essa ne esprime al_tri moderati e conservatori come i Pasolini e i• Rasponi. Così sul piano legislativo si modifica la legislazione sugli scioperi, aggravandola, e sotto la spinta dell'esempio ravennate si approva il riconoscimento giuridi~o delle cooperative per renderle responsabili civilmente e penalmente, per paralizzare le società di resistenza, ma anche si modifica la legge sulla contabilità dello Stato per la concessione di lavori pubblici alle cooperative favorendone così lo sviluppo. Anche sull'altro fronte, quello socialista, si manifestano posizioni diverse. E ciò è pure inevitabile. La costituzione di nuovi organismi avviene quando la formazione della classe operaia e del proletariato nelle campagne non si è ancora definitivamente precisata nei suoi elementi e nei suoi contorni, e quando la coscienza di classe è ancora alla ricerca di una propria autentica espressione. Nel clima ideale, teorico e dottrinario ancora instabile che ne deriva, di fronte al fatto s~orico della istituzione di nuovi strumenti di azione politica e sociale, nascono diverse e contrastanti posizioni. Come si è visto, nelle colonne de Il Comune si sviluppa nei primi mesi dell'85 un lungo dibattito sulle colonie agricole e quindi sulla cooperazione. Inizialmente i socialisti romagnoli non si sentono di raccomandare l'istituzione di dette colonie, proposte per la prima volta in. Italia da Giovanni Rossi, l'apostolo del socialismo sperimentalista, su la Favilla e I/Italia: « [ ... ] Q)nfessiamo che a tutta prima la proposta ~i,,i-a sembrata inattuabile pel solo fatto della mancanza di mezzi. e ai credito [ ... ] » (82), e anche perchè « [ ... ] più in là le nostre generose utopie ci trascinano [ ...] » (83). Ma poi si ripromettono di prendere in serio esame le proposte avanzate poichè « [ ... ] anche il più infimo operaio comprende che non basta più predicare sante teorie al deserto e scriverle sulla sabbia volatizzata dai simoun borghesi, ma che bisogna fare qualche cosa in concreto, amorosamente fare! [ ... ] » (84). È così che « [ ... ] studiando ben davvicino l'organiz- (82) Il Comune, anno II n. 64, 1 marzo 1855. (83) Il Comune, anno II n. 62, 1-2 febbraio 1885. (84) Il Comune, anno II n. 62, 1-2 febbraio 1885.

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