Nullo Baldini nella storia della cooperazione

IL MOVIMENTO COOPERATIVO RAVENNATE, ECC. appunto l'autonomia dell'Associazione (78). Ma il problema non ~ guesto o soltanto questo. Gli è che da parte di Depretis, del re e della classe dirigente locale si va sviluppando verso il movimento cooperativo una politica ben precisa e determinata, che non è episodica ma coordinata. Prova ne è il fatto che Umberto possiede azioni e ha fatto elargizioni anche alle altre cooperative braccianti del ravennate, quelle di Cotignola e Bagnacavallo. È opinione di Depretis e del re che le cooperative di lavoro devono essere sovvenzionate dallo Stato (79). Ma la politica trasformista di Depretis provoca all'interno stesso della classe dirigente contrasti e contraddizioni. Da una parte sta la nuova borghesia terriera ravennate, che ha fatto la sua fortuna con la risaia e con la rovina delle proprietà ecclesiastiche, e che è ormai subentrata alla nobiltà nel possesso della terra; una borghesia in ascesa che ha in sè caratteristiche proprie della vecchia classe nobiliare, come il concetto della rendita fondiaria, ma che porta in avanti le tecniche della conduzione capitalistica e che ha in debita considerazione i problemi della produzione. Per questo essa ha bisogno dei braccianti e vuole l'intervento dello Stato per le bonifiche e per opere idrauliche, ma vuole anche la legislazione sociale per imbrigliare il movimento operaio. D'altra parte la nobiltà terriera, sulla via della decadenza, nel tentativo di difendere il potere che ancora detiene, cerca di recepire il soffio innovatore della borghesia, mantenendo la mezzadria, anche se trasformata, considerata unico mezzo per assicurare la difesa sociale della proprietà, la pace nelle campagne e per evitare il formarsi della classe bracciantile (80). E una lotta particolarmente accentuata in tutta la Valle padana (8r). Ma proprio perchè l'assetto produttivo delì'agricoltura non si è ancora stabilizzato e presenta, nei suoi aspetti agrari e fondiari, le caratteris_tiche tipiche di un periodo di transizione, lo scontro di queste tendenze all'interno della classe dirigente, che dalla situazione (78) Ministero di Agricoltura, Industria e Commercio, Sulle associazioni cooperative, ecc. cit., p. 12. (79) M. A. SALVAco, Riflessi parlamentari, ecc. cit., p. 210. (80) G. PoRISINI, La proprietà terriera nel Comune di Ravenna dalla metà del secolo XVI ai giorni nostri, Milano 1963, p. no ss. (8r) E. SERENI, Il capitalismo nelle campagne ( 1860-1900 ), Torino 1947, p. 33 ss.

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==