420 SERGIO .ARDI Ostia e a Fiumicino sono stabilite due colonie; se non agricole, almeno di lavori d_iterra [ ... ] » (68). Ma per i dirigenti dell'Associazione che si trattasse di Colonie era un dato acquisito, perchè ne ave- · vano lungamente discusso nelle assemblee dei soci prima della partenza per Ostia. E si era anche discusso di Colonie agricole vere e proprie da istituirsi, a lavori di bonifica ultimati, mediante acquisizione di terre con enfiteusi redimibili (69). Per queste caratteristiche comunitarie ed egualitarie, per il fatto di essere il primo esempio in Italia di emigrazione organizzata in forma cooperativa, l'impresa di Ostia ha grande risalto su tutta la stampa e concorre a far conoscere in primo luogo l'Associazione e con essa i problemi che si agitano attorno e nel movimento operaio e in quello cooperativo insieme. · Appena iniziati i lavori di bonifica ad Ostia, agli inizi del 1885, l'Associazione ottiene dal C-0mune di Ravenna l'affitto del tenimento « Manzona >t, di ettari 45 circa, per organizzare quella parte di lavoro che i braccianti dedicano alle partitanze. Anche in questo campo l'Associazione apre una nuova strada: è il primo esempio di affittanza collettiva che sì conosca (70). Questo primo esperimento si effettua sui terreni da bonificare nei quali rientra quella parte di pineta distrutta dalle gelate del 1879-1880. La concessione di queste terre da parte del Comune è fondata sulla fiducia che le autorità governative e la classe dirigente locale ha di risolvere il sovversivismo attraverso la trasformazione dei braccìanti in coloni o mezzadri (71). Vincolando i braccianti alla terra si pensa di rendere così meno instabile la loro condizione sociale, distogliendo nel contempo il movimento operaìo dai problemi di ordine politico. Ma in questo moèlo si va pure incontro alle rivendicazioni poste dal programma del Partito socialista rivoluzionario di Romagna e alle richieste avanzate dall'Associazione con la presa di posizìone del 1883 di affidare alle associazioni operaie i lavori comunali e l'esercizio delle proprietà del Comune. E poco importa se ciò avviene da parte di una (68) Il Comune, anno II n. 65, 8-9 marzo 1885. (69) Il Comune, anno II n. 64, 1 marzo 1885. (70) Nel 1886 seguirà quello di Stagno Lombardo (Cr~mona). (71) G. CARocc1, Agostino Depretis, ecc. cit., p. 493.
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