Nullo Baldini nella storia della cooperazione

IL MOVIMENTO COOPERATIVO RAVE 1NATE, ECC. Ma l'impresa di Ostia è fondamentaie anche per un altro vers0. Con essa si costituisce una Colonia. I rapporti adottati, per quanto nei documenti ufficiali non sempre sia rispettata questa dizione per indicare l'impresa, testimoniano senza equivoci le intenzioni e la volontà dei dirigenti. I fondamenti su cui si basano richiamano i princip1 icariani e rivelano nella pratica l'emergere di orientamenti di riformismo utopistico e dunque il senso politico che alla costituzione dell'Associazione attribuiscono i suoi fondatori. I lavoratori sono divisi in gruppi di dieci operai ed ogni gruppo ha a disposizione una donna per la cura degli alloggi e la preparazione dei pasti che vengono consumati in comune. In comune è pure ìl monte salari ripartito in parti uguali tra i componenti il gruppo a seconda delle giornate di lavoro prestate da ciascuno. In caso di malattia il lavoratore percepisce ugualmente la stessa mercede percepita dai suoi compagni di gruppo. Perdurando la malattia l'Associazione provvede al suo rimpatrio e si aprono sottoscrizioni in seno a tutti i gruppi per venire in soccorso alla famiglia dell'ammalato. L'infermeria per i primi soccorsi, e gli alloggi sono messi a disposizione dall'Associazione, che provvede anche alla fornitura di viveri per sottrarre i lavoratori allo sfruttamento dì privati rivenditori, che certamente sarebbero intervenuti. L'Associazione gestisce anche in conto sociale un negozio per la vendita di generi vari. Per gli acquisti i lavoratori si valgono di apposita carta-moneta, una sorta di buono-lavoro adottato all'interno della Colonia, il cui conteggio avviene in via amministrativa sulla base del lavoro prestato (67). Da questi brevi cenni si rileva il carattere comunitario ed egualitario dato all'impresa sulla falsariga delle esperienze icariane. Per quanto inizialmente i socialisti romagnoli siano convinti dell'impossibilità di mettere in pratica tali principì e di costituire delle colonie ( « [ ... ] confessiamo che a tutta prima ia proposta [di una colonia agricola cooperativa] ci era sembrata inattuabile [ ... ] » come affermano su Il Comune), si accorgono poi, studiando da vicino l'organizazzione dell'impresa di Ostia che « f... J si può asserire che ad (0) Per più ampie notizie si vedano Gli operai braccianti ravennati giudicati da un cattolico corrispondente del cattolicissimo Osservatore Romano, in Il Comune, anno II n. 60, 21-22 dicembre 1884; I braccianti e la colonia agricola cooperativa, in li Comune, anno II n. 65, 8-9 marzo 1885; V. A. Unu, I braccianti ravennati ad Ostia, ecc. cit., p. 22 ss.

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