Nullo Baldini nella storia della cooperazione

CON I BRACCIANTI RAVENNATI AD OSTIA L'Associazione Generale degli Operai Braccianti di Ravenna si costituì legalmente solo nel 1886, « quando cioè il Parlamento Italiano approvò la legge che consentiva allo Stato e alle pubbliche amministrazioni di potere concedere, mediante licitazione privata fra cooperative composte di soli lavoratori, lavori il cui importo non eccedesse le L. 20.000 e nei quali prevalesse l'importo della mano d'opera; limite che in prosieguo di tempo fu portato prima a L. 100.000 poi a L. 200.000 » ( l ). L'Associazione, oltre a molti lavori, assunse anche la coltivazione, in qualità di affittuaria, di un vastissimo appezzamento di terreno di proprietà del Comune di Ravenna. È dalla concessione in affitto di questi terreni che ha inizio la cooperazione agricola ravennate. Questo fatto rappresenta la conclusione vittoriosa di una lotta iniziata e condotta energicamente da Nullo; la sua prima prova, che egli ricorda nelle sue note autobiografiche, una pagina che rivela i primi passi della sua opera in favore del bracciante e la sua prima rottura con gli anarchici, preludio ad altre fratture con il socialismo massimalista. « Le eccezionali gelate dell'inverno 1879-1880 », egli scrive, « avevano distrutto una vasta zona della Pineta di S. Vitale a monte e un competente (se non erro Derangère), incaricato dall'Amministrazione Comunale di studiare la possibilità del rimboschimento, aveva emesso parere contrario. Abbattuti i pini morti per l'azione delle gelate, il Consiglio Comunale, a voti unanimi, aveva deliberato di bonificare colle colmate del fiume Lamone i terreni rimasti nudi e in (1) N. BALD1Nr, Come e quando fu costituita la Federazione delle Cooperative della provincia di Ravenna e la sua azione dal 1900 al 1912, in «Avanti!~, 29 agosto 1952.

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