410 SERGIO NARDI bassa Valle padana il movimento cooperativo nasce ed è diretto dall'azione socialista, influenzato più o meno direttamente da Costa. Un socialismo utopistico ·e riformatore che spiega come nessuna attenzione fosse posta ai problemi che suscitava l'avanzata del capitalismo nelle campagne e alle scelte operate dalla classe dirìgente in ordine alla mezzadria. Le attenzioni e le preoccupazioni sono rivolte solo agli operai, particolarmente ai braccianti, cioè alle classi più diseredate ~ . più misere. Delimitati così gli orientamenti e le funzioni, l'Associazione non può che modellarsi sulla tipica fisionomia del bracciante ravennate, più terrazziere che coltivatore a part1tanza di piccoli appezzamenti di terra, e quindi, non può porsi come scopo che la ricerca e l'assunzione di lavori al fine di un contro11o, di una equa distribuzione e di una più giusta retribuzione del lavoro all'interno della classe stessa. In definitiva è il primo pratico tentativo di rimedio alla disoccupazione dei braccianti. Dal punto di vista organizzativo, proprio per essere posta su queste basi, 1~ cooperativa non ha bisogno di molti apparati nè di fondi cospicui poichè non vi è capitale immobilizzato e quindi una amministrazione da regolare. Per la natura deì lavori cui sono dediti i ~oci, occorrono solo pochi strumenti e i fondi per la garanzia neces~aria per ottenere un appalto. L'attività dell'Associazione non ha carattere continuativo: quando non vi sono lavori, la società non si scioglie, rimàne inoperosa, senza alcun inconveniente finanziario od economico. Le difficoltà. maggiori si incontrano nello studio delle perizie dei lavori da assumersi, nelJa determinazione, per Ggni lavoro, del compenso dovuto agli o~r~ e nell'organizzazione dell'avviamento al lavoro dei soci. Ed è proprio qui che si rivela la capacità imprenditoriale dei dirigenti della cooperativa. Da una parte si costituisce un Comitato tecnico del quale fanno parte esperti operai, un ingegnere ed un legale, dall'altra, il lavoro, anzichè individualmente, è organizzato collettivamente sulla base di squadre di 5 o rn operai, ognuna delle quali ha un proprio responsabile. Per suddividere equamente il lavoro, il collocamento si effettua per turni. Una parte degli utili, cioè il 40 %, è ripartito fra i soci, un altro 40 % è assegnato alla riserva, e il 20 % al fondo pensioni per gli inabili al lavoro. Dall'Associazione sono esclusi i soci che potrebbero
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