Nullo Baldini nella storia della cooperazione

IL MOVIMENTO COOPERATIVO RAVENNATE, ECC. sociazione alla lotta per il socialismo, anzichè avvenire al livello più alto cioè quello politico, si riduce ad una funzìone meramente strumentale. 'È così che la partecipazione dell'Associazione alle elezioni del 1886 si esprimerà non già politicamente bensì pagando « il viaggio di ritorno aì braccianti che rimpatrieranno da Roma per venire a votare [ ... ] fra i quali Armando [ Armuzzi], credo Bazzini, Missiroli e Ghinassi inBuentissimi presso le popolazioni della campagna», come scriverà Baldini a Costa (43). Dunque da un lato sì radicano più profondi e complessi legami coi lavoratori e la realtà delle loro condizioni di vita, superando i difetti dell'anarchismo, dall'altro si verifica una separazione fra le organizzazioni cooperative e il partito che operano su piani sociali diversi e viene a mancare il coordinamento e la sintesi politica. Collocata in questo quadro generale, la costituzione dell'Associazione, i suoi fini e i suoi scopi appaiono, secondo noi, come portato di indirizzi di socialismo utopistico e per cìò come una politica riformatrice aperta all'influenza socialista, più che frutto di un coerente indirizzo rivoluzionario (44). Proprio per questo serpeggia non solo nello statuto, ma anche negli orientamenti dell'Associazìone l'illusione che i problemi del lavoro possano essere risolti tramite l'organizzazione cooperativa. Orientamenti che sono ben distinti dal pensiero e dall'azione di Costa e del Partito socialista rivoluzionario di Romagna. Così accanto e attorno a Costa convivono ancora l'anarchismo e un socialismo impastato di riformismo utopistico. Ma mentre la promozione, la direzione e gli orientamenti del movimento cooperativo italiano del tempo sono opera e ricadono sotto l'egemonia di filantropi, riformatori e radicali, anche là dove l'influenza diretta dell'operaismo ha promosso la costituzione di cooperative, nel ravennate invece, e analogamente poi in Romagna e nella (43) B.C.I., Fondo Costa, n. 647, N. Baldini a A. Costa, 16 maggio 1886 da Ravenna. (44) L'affermazione di L. Preti che l'Associazione e le altre cooperative romagnole siano nate su una piattaforma apolitica ci pare azzardata oltrechè non documentata. Del resto anche la storia dell'Associazione è presentata come una ricerca empirica per risoh·ere i problemi contingenti dei braccianti. Cfr. L. PRETI, Le lotte agrarie nella Valle Padana, Torino 1955, p. 129 ss.

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