SERGIO NARDI Se, dunque, tali idee circolano fra i dirigenti e i soci dell'Associazione e sono oggetto di discussioni e dibattiti, allora il richiamo al1' esperienza icariana, rappresenta per gli Armuzzi, i Ceroni e i Baldini un punto di riferimento ideale a cui si rifanno per l'impostazione politica ed organizzativa della cooperativa (34). Tanto che vagheggiano, attraverso la diffusione delle cooperative, di arrivare ad un sistema di federazioni quale instaurazione dell'Icaria (35). ~ un orientamento così profondamente radicato che ogniqualvolta se ne presenta l'occasione ed è possibile, nelle imprese di bonifica e di colonizzazione assunte fino alla fine dell'8oo, si adotta il nome di Colonia. E ciò non già in riferimento ai rapporti di lavoro, di solito regolati secondo i patti di mezzadria o di cottimo o con altri patti particolari più o meno ricalcati su quelli in vigore nel ravennate, bensì proprio per indicare il tipo di impresa e la comunità che attorno ad essa si stabilisce. Se talora è solo un richiamo ideale, talaltra, oltre al nome di Colonia, si adottano e si applicano all'interno della cooperativa rapporti egualitari e çomunitari mutuati da quelli dettati da Cabet, come nel caso dei lavori di Ostia assunti nel 1884. Il richiamo all'esperienza cabetista e il fatto che nella pratica si sia ado::tata la dizione di Colonia, anche se non usata sistematicamente, dimostrano l'esistenza di questi orientamenti ideali e pratici. Certo resta il fatto che essi non emersero pienamente e rimasero irretiti dalle condizioni economico-sociali e politiche oggettive nel sottofondo della coscienza degli organizzatori dell'Associazione. Ma cccorre qui tenei:e presente che la colonia icariana si fonda sul principio della comunità colon~zzatrice per cui s.iadatta solo alle imprese t alle sperimentazi9ffi di carattere agrario. Non solo. Le condizioni sociali e profe~sionali dei braccianti ravennati erano tali per cui, come s1 è visto, spingevano l'Associazione ad interessarsi quasi esclusiva- (34) Un sunto delle idee del Cabet espresse nel Viaggio in lcaria, pubblicato in Francia la prima volta nel 1.842, è riportato in S. BERNSTEIN, Storia del Socialismo in Francia, Roma 1963; riferimenti all'opera del Cabet si trovano in molti scritti di Marx che, seppur criticandolo, lo considerò con rispetto e ammirazione, in particolare si veda K. MARX,F. ENGELs, Manifesto del Partito Comunista, Torino 1949; K. MARX,F. ENGELs, L'ideologia tedesca, Roma 19c:;8. (35) Dichiarazione rilasciata da Armuzzi ad un giornalista dell'Osservatore Romano, in Il Comune, anno II n. 60, 21-22 dicembre 1884.
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