Nullo Baldini nella storia della cooperazione

IL MOVIMENTO COOPERATIVO RAVENNATE, ECC. 405 litica derivante da un preciso indirizzo. Occorre qui avere presente che gli orientamenti del socialismo del tempo, proprio per essere ancora in una fase iniziale, oscillavano, in Romagna. e in generale, fra l'utopia, l'anarchia e il radicalesimo delle correnti più avanzate della democrazia borghese, al cui centro si poneva il nucleo fondamentale delineato e precisato da Costa. Allora non si possono non considerare le idee cui si richiamavano i promotori e gli organizzatori dell' Assoe1az10ne. In una lettera più tarda, 6 marzo 1887, Baldini scrive a Costa per interessarlo all'impianto di una colonia agricola a Civitavecchia nelle proprietà del principe Odescalchi e così si esprime: « [ ... ] Occupati della faccenda, vogliamo vedere di impiantare una colonia socialista sul serio come quella d'Icaria, visto e considerato che oggi la gran massa dei socialisti lo sono per burla [ ... ] » (32). Anche se allo stato attuale delle ricerche questo è l'unico richiamo all'esperienza icariana che ci è dato conoscere, dell'istituzione di colonie agricole si era parlato nelle assemblee dell'Associazione fin dall'assunzione dei lavori di Ostia sul finire del 1884 ad appena un anno dalla costituzione della cooperativa. Non solo. Agli inizi del 1885 si era svolto sugli organi di stampa del movimento operaio un lungo dibattito sulla istituzione di colonie agricole e sul movimento cooperativo, dibattito nel qu::ile emersero opinioni diverse e contrastanti, che si era protratto nelle colonne de Il Comune, organo del Partito socialista rivoluzionario di Romagna, dal febbraio al giugno, con una serie di articoli apparsi su cinque numeri, e che aveva preso le mosse da una proposta di Giovanni Rossi avanzata su la Favilla e l'Italia. 'È il primo di questi articoli che ci informa delle discussioni avvenute in seno all'Associazione: « [ ... ] Noi comprendiamo tutto ciò, se è vero che anche più in là le nostre generose utopie ci trasoinano; anzi dobbiamo aggiungere che la locale Associazione degli operai braccianti da tempo ha in animo cli impiantare, terminati i lavori d'incanalamento per la proscìugazione dell'Agro Romano, alle porte di Roma, tale colonia agricola, ed essi ne hanno parlato con passione e speranza nelle loro adunanze » (33). (32) Biblioteca comunale di Imola (d'ora in poi B.C.I.), Fondo Costu, n. 749, N. Baldini a A. Costa, 6 maggio 1887 da Ravenna. (33) Il Comune, anno II n. 62, 1-2 febbraio 1885.

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