Nullo Baldini nella storia della cooperazione

SERGIO NARDI L'ipotesi più verosimile, che può darci la chiave interpre'tativa del distacco fra gli orientamenti di Costa e del Partito socialista rivolu:i.ionario e quelli dell'Associazione va ricercata nella volontà degli Armuzzi, dei Ceroni e dei Baldini (30) di far aderire, da un lato, i princip1 organizzativi della cooperativa alla condizione dei bisogni più immediati dei braccianti ravennati, dall'altra, tenendo conto dei loro indirizzì politici, di operare in modo tale da permettere di affiancare, gli uni agli altri, socialisti, internazionalisti e repubblicani sulla strada dell'organizzazione per la difesa e l'affermazione dei diritti dei lavoratori. In questo modo si intende applicare alle condizioni proprie del ravennate gli orientamenti di Costa e del Partito socialista rivoluzionario di interessarsi delle condizioni economiche e morali del popolo e di organizzare le unioni dei mestieri. Si compie così un notevole passo politico in avanti, ma l'Associazione fondata sui bisogni immediati, lasciando impregiudicata ogni soluzione politico-sociale, rimane fine a se stessa senza alcuna prospettiva politica. In assenza di riferimenti alle strutture economiche, sociali e politiche che determinano le condizioni della classe operaia, si assegnano alla Associazione stessa funzioni e compiti ben delimitati e contingenti suì quali possono convergere riformatori e filantropi di scuole e dottrine diverse preoccupati di provvedere, entro le strutture del capitalismo, alla questione sociale dei lavoratori. È in questa chiave che da diverse parti politiche si interpreta l'iniziativa, e pervengono all'Associazione appena costitutita gli incoraggiamenti e il plauso della Amministrazione. comunalç retta dal conte Pietro Gamba (liberale) e -di cittadini r~spettabili (31). Riconoscimenti che di lì a poco si tradurranno ih aiuti concreti. Di fronte a questi atteggiamenti della classe dirigente sembra molto incerta e confusa la posizione dei dirigenti della Associazione, in quanto professanti idee socialistiche. Può essere che ciò rientrasse nel calcolo di un rischio politico da affrontare per dar vita ali'Associazione, ma poteva essere anche il frutto di una determinazione po- (30) Armando Armuzzi, Pio Ceroni e Nullo Baldini, tutti socialisti, erano rispettivamente il Presidente, Vice Presidente e Segretario contabile dell'Associazione Generale degli Operai Braccianti del Comune di Ravenna. (31) Lettere e plausi di incoraggiamento riportate in L'Adriatico, anno I n. 14, 13 giugno 1883.

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