Nullo Baldini nella storia della cooperazione

IL MOVIMENTO COOPER;\TIVO RAVE'.\TNATE, ECC. delle pubbliche e private amministrazioni, alla cui saggezza e buon volere in parte è rimesso un immediato e sensibile miglioramento della nostra condizione »; e l'altra interna: <( cercare nell'indipendenza del nostro lavoro un sollievo alla vita di stenti delle nostre famiglie ». E buon volere altrui e indipendenza del lavoro sono garantiti dal fatto che « noi ci manterremo assolutamente estranei ad ogni altra questione e soprattutto non ci lasceremo distrarre da preoccupazioni politiche dal cammino per cui ci siamo messi » (28). L'Associazione, le cui origini si fondano sulle condizioni economico-sociali e sugli ideali socialisti, si presenta, dunque, a nostro avviso, come una struttura separata dal Partito socialista rivoluzionario di Romagna e non collegata con la lotta che esso conduce per il socialismo. L'unico obiettivo da colpire sono gli intermediari, siano essi appaltatori di lavoro o affittuari di terre, considerati come produttori di miseria. Così si isola il problema della miseria e ad essa viene ricondotta tutta la questione dei lavoratori. Si tratta di una prospeniva parziale che svisa la veduta complessiva dei rapporti fra capitale e lavoro, di cui gli stessi ìntermediari sono una manifestazione. Si rinchiude il lavoro in se stesso staccandolo dalla struttura <lei rapporti di proprietà senza attaccare così il sistema, si difende il lavoro rispettando il capitale. Sicchè si comprende di conseguenza l'appello generico alla saggezza e alla filantropia, senza alcuna specificazione politica se non quella di un richiamo al progresso della civiltà non meglio definito. Siamo ben al di qua del programma del Partito socialista rìvoluzionario di Romagna ove le cause dello sfruttamento e della dipendenza dei lavoratori sono individuate nei « posseditori della ricchezza sociale: terra, miniere, strumenti di lavoro, capitali di ogni fatta e così via>>.E la soluzione è indicata nella « proprietà collettiva dei mezzi di lavoro (terra, capitali ed altro) [che] metterà il lavoratore in grado di impiegare le sue forze senza dipendere da un padrone, che gli tolga la maggior parte di quello che produce [ ... ] [e] di fruire di tutti i benefici e di tutte le libertà sociali [ ... ] » (29). (28) Manifesto dell'Associazione Generale Operai Braccianti del Comune di Ravenna riprodotto in L'Adriatico, anno I n. 7, 25 aprile 1883. (29) Programma e regolamento, ecc. cit., in G. MANACORDA, ILmovimento operaio, ecc. cit., p. 340 s.

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