IL MOVL\1E~TO COOPERAT.IVO RAVEN~ATE, ECC. 399 cora compiuta, per integrare co1 prodotti che ricava il bilancio familiare. In questa situazione lo stato di miseria deriva soprattutto dal basso livello dei salari. Ma le caratteristiche del lavoro cui è dedito sono tali da richiedere il massimo di mano d'opera, e per ciò stesso la concentrazione nei mesi estivi, con qualche frangia nel periodo primaverile e autunnale. Sicchè i mesi invernali sono resi più lunghi e duri dalla snervante attesa aggravata dall'inedia rotta, di tanto in tanto, dalle dimostrazioni cui le autorità cercano di porre rimedio con piccoli sussidi. Una popolazione, dunque, di braccianti alla ricerca continua di una occupazione, insidiata dalla pellagra e dalla fame, con scarsi e insignificante preparazione per la conduzione delle terre. Ma a partire dal 1880 si manifestano i primi sintomi della crisi agraria. I proprietari sospendono i lavori di trasformazione dei poderi non ancora riordinati, diminuiscono la coltivazione della canapa e a~- che del riso, passando a coltivazione asciutta, con l'erba medica, i terreni ormai bonificati. Molti trovano più vantaggioso sopprimere la mezzadria ricorrendo alla conduzione per mezzo di mano d'opera bracciantile, il cui costo relativamente basso, si presenta più conveniente. In tal modo si aumenta la classe dei braccianti che vedono peggiorate le loro condizioni per la diminuzione delle fonti di lavoro e per il ribasso dei prezzi dei prodotti agricoli coi quali in parte venivano remunerati (20). Contemporaneamente diminuiscono i lavori pubblici. Nei dicioco anni che vanno dal 1862 al 1879 lo Stato aveva finanziato opere pubbliche nella provincia di Ravenna per un impor~o di lire 3.513.012 con una media annua di lire 195.168, mentre nei sei anni dal 1880 al 1885 le opere pubbliche finanziate raggiungono l'importo di lire 981.921 con una media annua di lire 163.654(21). A tutto c;Ò si ag- (20) Sugli effetti della crisi agraria nel ravennate si veda: M. PASOLINI, Monografie di alcuni operai braccianti, ecc. cit. e della stessa, Una famiglia di mezzadri romagnoli 11t:l Comune di Ravenna, Bologna 1,890 (estr. dal Giornale degli economisti, settembre 1890), e il saggio di G. PoR1s1N1 in questo stesso ,•olume. (21) Dati da noi elaborati sugli originari tratti da A. D1:. STEFANI, L'azione dello stato italiano pe,: le opere puhbliche ( 1862-1924), Roma 1925, p. 1026 ~s.
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