Nullo Baldini nella storia della cooperazione

IL MOVIMENTO COOPERATIVO RAVENNATE, ECC. 393 sono gli elementi capitalistici che corrodono le vecchie strutture rappresentate dalla mezzadria, dalle colture estensive e dalla tecnica antiquata. Lacerazioni che si manifestano anche geograficamente nella separazione di due distinte e diverse zone economico-agrarie: l'una, quella delle terre di vecchia acquisizione all'agricoltura, poste nella parte alta della provincia, nella quale proprietario e conduttore si identificano nella stessa persona, dominata dalla conduzione per mezzo della famiglia mezzadrile; l'altra, quella delle nuove terre da poco bonificate poste lungo la fascia costiera e nella zona bassa, il cui sfruttamento è compiuto da grandi affittuari sulla quale gravitano i braccianti. Di anno in anno, man mano che si intensifica il ritmo dei lavori pubblici e si allarga la superficie delle terre po5te a risaia per bonificare con questa coltivazione nuove terre, si accresce la massa dei braccianti. Le nuove braccia sono fornite non tanto dall'incremento demografico quanto dalla trasformazione sociale della famiglia mezzadrile. L'indebitamento, l'aggravamento dei patti, le ricorrenti cattive annate aprono la strada, per i contadini più poveri, all'escomio e al degradare senza scampo alla condizione di bracciante. Se grave è la situazione dei mezzadri, ancor dì più lo è quella dei braccianti le cui condizioni di vita sono rese disastrose dai bassi salari e dalla disoccupazione forzata, conseguenza del loro continuo accrescersì. Cosicchè· mentre da un lato avanzano nuove forme tecniche ed economiche di modernizzazione delle imprese, dall'altro si aggravano le condizioni dei lavoratori. Al fondo di questo travaglio che investe, seppure in modi diversi, le campagne ìtaliane, è la crisi di struttura dei rapporti sociali: lo sviluppo delle nuove forze produttive non può più essere contenuto nei vecchi rapporti di produzione. Ma già nel 1871 il Comizio Agrario di Ravenna aveva stabilito i confini entro cui il moto di progresso doveva svolgersì. Il soffio innovatore, l'esigenza di tecniche nuove e di tipi nuovi di organizzazione portati nelle campagne dalla borghesia vengono fatti propri dalla nobiltà terriera, dal cui seno esce la classe dirigente del nuovo Stato unitario, nell'alveo di una concezione ancora semifeudale della proprietà e de1le rendite. La mezzadria, pur trasformata nel suo interno, viene sostenuta perchè riconosciuta quale rapporto più idoneo per la difesa sociale della proprietà. In tal

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