ALFEO BERTONDINI socialisti occuparono i terreni di Campiano e vi iniziarono la semina. Nei giorni successivi·si tentò la stessa operazione, impedita dalla forza pubblica, a S. Alberto, a Ca' del Bosco, a Ponticelle, a Fiumetto e a Classe. Il 19 sulle stesse terre di Campiano vi fu un tentativo di scontro fra donne socialiste e repubblicane, ancora una volta impedito dalla truppa impegnata nel mantenimento dell'ordine pubblico, la quale riuscì a formare un cordone che tenesse separati i due gruppi contendenti. Che le cose non potessero continuare sull'onda dei contrasti e delle lotte se ne accorsero, finalmente, i dirigenti delle due Camere del Lavoro, i quali, riuniti nei giorni seguenti in Municipio a Ravenna, riuscirono a stabilire un accordo che spegnesse i contrasti stessi e che riportasse i lavoratori socialisti sui terreni condotti a terzeria. Si trattava di una concessione implicitamente ottenuta dai repubblicani e ciò, ovviamente, non poteva essere troppo gradito ai sindacalisti << rossi »; ma ad un certo momento la solidarietà di classe avrebbe pur dovuto imporsi e prendere il sopravvento, se non altro per impedire che i braccianti socialisti fossero condotti al limite dell'esasperazione e alla miseria completa. Per quanto la vecchia Camera si dimostrasse recalcitrante di fronte ad una soluzione che rovesciava la sue prospettive di lotta e di rivendicazioni sindacali, le fu giocoforza accettare l'a~cordo: non c'era altra via d'uscita. Questo non vuol dire che i contrasti fra socialisti e repubblicani avessero un termine, che la soluzione, così com'era stata prospettata, quetasse di colpo odii e rancori, che la carica di violenza sbollissè fino a cessare del tutto. Le cooperative di Baldini, che· riusci'fono ad ottenere dal governo la consueta serie di lavori per il periodo invernale dai quali erano esclusi i repubblicani, la manifestazione organizzata dalla Federazione Nazionale a Bologna il 5 marzo 19u « Pro Romagna rossa», le ulteriori uccisioni e agguati a Campiano, a Lugo e a Forlimpopoli contro repubblicani e socialisti mantennero la situazione piuttosto tesa, fino a determinare di nuovo la rottura fra le due Camere del Lavoro ravennati. Nel Congresso socialista romagnolo tenuto a Cesena il 22 ottobre 1911 finalmente si abbandonò il criterio dell'intransigenza sia nella proprietà sia nella gestione delle macchine da parte di una singola categoria e si introdusse « quello del solo esercizio » di esse da parte delle
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