Nullo Baldini nella storia della cooperazione

LA VITA POLITICA E SOCIALE A RAVENNA trarre <li fronte alla Commissione d'inchiesta governativa, inviata in Romagna in seguito ai conflitti per le trebbiatrici, di essere riuscito a mettere in minoranza quei partiti nel Consiglio provinciale e di aver loro tolto due dei quattro collegi elettorali della provincia, era affermazione che non rispondeva del tutto a verità. Infatti, come s'è visto, Carlo Rasponi aveva conquistato il II Collegio di Ravenna in seguito all'appoggio negato dai socialisti ai repubblicani durante il ballottaggio e Tullo Masi, all'opposto, aveva strappato il collegio di Lugo a Brunelli in seguito ad un atteggiamento simile, tenuto dai repubblicani verso i socialisti. Ma, tant'è, anche l'autorità governativa doveva trarre il suo v,antaggio dalla vicenda delle trebbiatrici e dai contrasti fra i popolari, e non era cosa di poco conto, se si pensa che la preoccupazione perseguita da anni dalle autorità stesse era di inserire i repubblicani e, possibilmente, i socialisti all'interno dello schieramento borghese, adottando quel modo particolare di lotta politica che elimina l'avversario non solo attraverso il contrasto, ma anche per mezzo dell'assimilazione. Intanto a Ravenna vennero stipulate le nuove tariffe per i braccianti, venne trattato il problema della trebbiatura nei terreni a terzeria e in quelli ad economia, nonchè la questione della scelta delle macchine, la quale venne attribuita definitivamente ai proprietari. Le trattative si svolsero fra l'Associazione Agraria e la Camera del Lavoro repubblicana con la completa esclusione della Camera socialista, la qual cosa, purtroppo, comportò la chiusura di ogni possibilità di lavoro dei braccianti socialisti nei terreni condotti a terzeria, dove già nei precedenti anni avevano lavorato. Era un nuovo grave colpo inferto all'organizzazione sindacale avversaria; ed era tanto più grave in quanto la si combatteva speculando sulla miseria dei lavoratori ad essa iscrìtti. Da parte opposta, tuttavia, ci si intestardiva caparbiamente nella pretesa di imporre le proprie trebbiatrici, dopo tutte le lotte dei mesi precedenti e dopo il loro esito catastrofico. Toccò ancora una volta ai braccianti socialisti armarsi di quello spirito di sacrificio che certamente non era mai venuto loro meno, affrontando direttamente la soluzione dei loro problemi ed entrando decisamente in quei terreni dai quali i padroni, con la complicità dei repubblicani li volevano escludere. Il 13 ottobre duecento braccianti

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