Nullo Baldini nella storia della cooperazione

ALFEO BERTONDINI ferenti, come quello di spostarle di notte da un podere all'altro, spingendole a forza di braccia e facendole entrare con mille precauzioni nelle aie all'insaputa dei proprietari e della truppa, la quale spesso accettava il fatto compiuto, purchè l'ordine pubblico venisse rispettato. Nonostante il tentativo di resistenza degli agrari, che intimarono l'escomio a 147 coloni e li citarono in tribunale, la trebbiatura venne compiuta anche dalle macchine dei socialisti. In certi poderi dove queste non poterono entrare, come in quelli condotti a terzeria, i braccianti ttebbiarono il grano con gli antichi bastoni, le cerchie, i frulli ed altri mezzi ormai caduti in disuso. Le autorità nel frattempo cercavano le vie per giungere ad una qualsiasi forma di conciliazione. Si fecero dei tentativi a Roma da parte del presidente del Consiglio, on. Luzzati, persona particolarmente sensibile verso i problemi economico-sociali e verso le questioni della cooperazione, se ne fecero altri presso il prefetto di Ravenna, ma senza risultati. Sia la vecchia Camera del Lavoro, che non tollerava inter~enti governativi in questioni come quella delle trebbiatrici, in cui pensava ostinatamente dì dover dire l'ultima parola, sia l'atteggiamento degli agrari che accusavano le autorità politiche di neutralismo, quando secondo loro si trattava invece di lottare contro chi negava il diritto di proprietà privata, resero inutile ogni tentativo di accordo tra le parti in lotta. Le autorità politiche, desiderose com'erano di giungere alla soluzione del problema, sapevano con molta chiarezza che la prospettiva riformistica del socialismo italiano era ben lontana <lal suscitare e dal provoqre sommovimenti_ che avrebbero sconvolto l'ordine sociale esi~nte: « quello che realmente contava era invece l'azione politica ·airetta a indebolire il movimento popolare» (32), era la forte base elettorale di cui i popolari potevano disporre in provincia, erano le organizzazioni da loro create che distoglievano i consensi di larghe masse di lavoratori e che li man tenevano su un piano di permanente opposizione verso la politica governativa. Le troppo recenti sconfitte subite dai costituzionali durante le elezioni politiche e il fatto che l'amministrazione provinciale e comunale di Ravenna fosse in mano ai partiti popolari era questione che toccava assai da vicino gli interessi politici del governo. Il vanto che il prefetto potè (32) I. Fuccm, Tesi di laurea cit.

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==