Nullo Baldini nella storia della cooperazione

LA VITA POLITICA E SOCIALE A RAVENNA proprietari e che la nuova Camera no n era altro che la succube esecutrice dei voleri padronali. A quest'ultima non fu neppur concesso di tutelare le condizioni contrattuali dei p ropri aderenti e non le restò che rimettersi ai voleri dell'Agraria, uni ca vincitrice nella lotta e padrona pressoché indisturbata della situazio ne. La lotta per le trebbiatrici, però, non era ancor giunta al termine; essa si stava tramutando in un con flitto sociale e politico di proporzioni più vaste. Erano i socialisti e i repubblicani a fronteggiarsi in Romagna; era lo spirito delle vecchie lotte che si riproponeva con tutta la sua forza di odio e di ranco re che era capace di ispirare. Gli interessi di classe, legati alla soluzione dei problemi della miseria e del lavoro quasi tacevano sommersi dall'odio politico accumulatosi nel tempo, ed ora trasformatosi in una sorta di paradossale guerra di religione. Il 30 giugno a Mandriole, durante una ri ssa, un repubblicano uccise a coltellate un socialista. Il 1° luglio a Ravenna nel sobborgo Garibaldi una zuffa tra donne dei due partiti si concluse con numerosi ferimenti da entrambe le parti. Al tri feriti vi furono il 3 agosto ad Alfosine durante una rissa. Il 24 agosto a Conventelle una donna fu colpita da una fucilata sparatale co ntro da un avversario politico e il 29 ottobre vi fu ucciso un iscritto alla Lega «gialla». Il 25 gennaio 1911 a Voltana gruppi di repubblicani, s ocialisti e anarchici si affrontarono a coltellate. Il 7 febbraio a Savarna, il 14 marzo a Campiano, il 9 aprile a Lugo, il 20 ottobre a S. Zaccaria nuovi ferimenti, uccisioni, delitti, agguati, risse. Per tutta la Romagna erano violenze inaudite, urti, contrasti, d iatribe e polemiche senza precedenti, in cui non sempre era facile individuare responsabilità immediate e in cui non era possibile sa pere se la colpa della situazione esplosiva fosse del governo, dei p artiti, dell'Agraria, dei dirigenti sindacali o non anche dei singoli in dividui, la cui condotta rasentava punte di folle estremismo. Intanto venne compiuto il lavoro di trebbiatura. Ufficialmente, alla luce del sole, lavorarono solo le 6I macchine della nuova Camera del Lavoro, mentre i braccianti dell a vecchia Camera cercarono di resistere al boicottaggio dei repubblica ni e degli agrari, facendo entrare le loro trebbiatrici nei poderi dei mezzadri socialisti e mettendole in azione con espedienti vari, che impo nevano spesso sacrifici non indif-

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