Nullo Baldini nella storia della cooperazione

LA VITA POLITICA SOCIALE A RAVENNA 373 e poichè analoga richiesta di cessione era stata fatta ai mezzadri e questi avevano rifiutato, venne pra:ticato il boicottaggio nei confronti delle loro macchine (24). Dopo la riunione di Forlì del 14 luglio 1909, durante la quale si era verificato il rifiuto dei contadini in tal senso, il socialista Valmaggi si dimi:se da Segretario della Fratellanza, mentre Nino Mazzoni, della Federazione Nazionale dei Lavoratori della terra, che negli anni precedenti aveva tenuto un atteggiamento di sfiducia presso che completa nella capacità organizzativa dei contadin~ si scagliò centro di loro sulla « Romagna Socialista >> del 17 luglio, accusandoli di attuare uno « sfruttamento peggiore di quello padronale ». Per i lavori di trebbiatura di quell'anno, tuttavia, venne raggiunto un compromesso, stabilendo un limite nella quantità di grano che i contadini avrebbero potuto trebbiare con le proprie macchine. Della questione si impadronì subito la stampa socialista e repubblicana e dette luogo a una serie di dibattiiti impostati secondo una prospettiva che manifestava un completo disaccordo all'interno dei due schieramenti. I socialisti Samoggia e Baldini sostenevano, il primo, che le macchine dovevano andare ai mezzadri, il secondo a.i braccianti; i repubblicani Gaudenzi e Comandini erano per la gestione mista, i repubblicani ravennati e lughesi si pronunciavano in favore dei mezzadri e quelli faentini in favore dei braccianti. A Ravenna, nel Congresso delle organizzazioni bracciantili del 29 settembre 1909, si affermò la necessità da parte dei braccianti stessi di gestire le trebbiatrici e, contrariamente a quanto era stato stabilito circa la proprietà di esse, si accettò la proposta di Baldini la quale, anche per dare tranquillità ai coloni contro eventuali abusi, era orientata verso la proprietà delle stesse da parte di un ente collettivo. La Federazione Nazionale dei Lavoratori della terra, nella riunione di Bo- (24) Quest'ultima parte viene costruita tenendo presente i lavori del Lorn, cit., di P. D'ArroRRE, 1910: la questione delle macchine trebbiatrici e la scissione operaia nel Ravennate, Ravenna 1953, I. Fuccm, Tesi di laurea, cit., di A. GRAZIADEI, cit. e, beninteso, della stampa ravennate dell'epoca. Si tiene anche conto, per quel che è possibile, delle utili e pertinenti indicazioni metodologiche fornite da C. PoNI e R. GRILLANDInel loro scritto su / contrasti sociali nelle campagne e la « questione delle trebbiatrici», in «Emilia, 1954, PP· 43-46.

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