Nullo Baldini nella storia della cooperazione

372 ALFEO BERTONDINI questioni del momento secondo una visione particolaristica delle cose, senza impostare alcun dibattito teorico dal quale poter ricavare un significato, un nesso, un filo conduttore. Questo in un certo senso conferma il fatto secondo cui non si dovrebbe parlare di situazione economica turbata dall'intervento dei partiti politici, bensì di un modo particolare dì lotta fra socialisti e repubblicani, realizzata secondo le linee imposte dai problemi che agitavano il mondo dei lavoratori ravennati. Una volta messa da parte la possibilità di dialogo coi proletari militanti nel repubblicanesimo, cioè evitato l'incontro con l'ala di questo schieramento maggiormente disPosta a comprendere le ragioni dei s0cialisti, e questo era il parere di Nullo Baldini, cosa restava se non lo scontro aperto e frontale, determinato di lì a poco dai contrasti per le macchine? Indubbiamente era la lotta economica che dava un fondamento reale alla lotta politica, ma poi era quest'ultima a prendere il sopravvento, e a riassumere in sè i contrasti sociali, riallacciaI].dogli cdii e rinfocolando i rancori che si erano stratificati in un quarantennio di polemiche e di urti. Quello che risalta dalla vicenda è, comunque, la scarsa chiarezza teorica che accompagnava l'agire dei repubblicani e dei socialisti e che li obbligava a menare colpi alla cieca, senza pensare a chi da questo agitarsi scomposto poteva trarre vantaggio, cioè alla borghesia. Quando la Camera dei deputaiti discusse la situazione del Ravennate, nel maggio 1910, in seguito all'eccidio dì Voltana, il repubblicano on. Chiesa nello svolgimepto di un'interrogazione dimostrò molt? hÌcidità nella comprensione delle vicende. Egli affermò che il governo non aveva fatto nulla per evitare il determinarsi in Romagna di una situazione che già da tempo si stava rivelando esplosiva, poichè era evidente che « i partiti del Governo (stavano) a vedere queste divisioni per profittarne». E così dicendo egli implicitamente auspicava lo smorzarsi dei contrasti che il suo partito, al pari di quello socialista, aveva collaborato non poco ad attizzare. Nel 1909 i braccianti, i macchinisti, i fuochisti e i paglierini di Forlì chiesero ed ottennero dai privati la cessione delle trebbiatrici,

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