ALFEO BERTONDINI dai contrasti fra i socialisti e i repubblicani, non avrebbe tardato a far sentire il suo peso nella vita economica e nelle organizzazioni sindacali e cooperativistiche della regione romagnola. Ed era proprio per questo che Baldini invitava i compagni di partito a moderarsi nelle polemiche e nei contrasti. Ma, purtroppo, a Ravenna non si tenne conto di nessun invito; gli urti, le offese, le ripicche, il desiderio di contrastarsi reciprocamente nella direzione e nella guida del movimento operaio avevano portato ad un irrigidirsi delle rispettive posìzioni, esasperandole in una prospettiva che aveva dell'anormale. Le liti fra i due partiti ripresero quanto mai infuocate durante le elezioni politiche del 1909, cosicchè, dopo le vittorie dei repubblicani a Forlì, Cesena, Rimini, Ravenna I e S. Arcangelo, questi ultimi perdettero il Collegio di Lugo, vinto dal socialista Umberto Brunelli di Castelbolognese, e i 1 Il Collegio di Ravenna, che andò al moderato Carlo Rasponi. Si trattò, in que~to caso, dli un grosso regalo fatto alla borghesia, di cui si doveva ringraziare i socialisti ravennati - così scrisse « Il Pensiero Romagnolo» del 21 marzo 1909, - soprattutto perchè si era mandato Ìn Parlamento il candidato di un gruppo politico che risultava numericamente inferiore della metà rispetto alle forze popolari. Ma ormai i mot~vi di contrasto fra i due partltl s1 stavano accumulàndo in modo preoccupante. Basti qui ricordare in 6-reve le liti che accompagnarono la costituzione della Camera del Lavoro di Ra~enna, quando ancora una volta sembrò ai repubblicani che i socialisti volessero avere il monopolio della guida del movimento operaio e contadino della provincia. J.n quell'occasione non solo i repubblicani, ma interi gruppi di braccianti, di biròcciai e canettieri, <li fornai e mattonai, ,dj ct,.ntadini, di fabbri, meccanici, selcini, camerieri e cuochi, facchini e falegnami dichiararono di non aderire al nuovo organismo, ritenendo che esso fosse sorto in forma non accettabile, sia per la frettolosità quasi offensiva con cui i rappresentanti delle varie Leghe erano ·stati invitati alla riunione di fondazione, sia per il tentativo dei socialisti di impadronirsi di fatto delle cariche, prima di aver ottenuto dall'assemblea l'approvazione dello Statuto e della procedura con cui le elezioni alle varie cariche dovevano avvenire. Sembrò in quell'occasione, come già varie volte era capitato, che i socialisti avessero agito arbitrariamente, prendendo decisioni in cui
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