LA VITA POLITICA E SOCIALE A RAVENNA dove i lavori di trebbiatura erano completamente paralizzati, intervenne la Giunta comunale di Ravenna, tentando un accordo fra le parti (20). Fallito il tentativo di questa, intervenne l' on. Mirabelli, deputato al I Collegio di Ravenna, che riuscì a s•tabilire un accordo fra i contadini della Fratellanza e i proprietari dell'Associazione Agraria; una cosa non del tutto difficile se si pensa ai legami che univano contadini e padroni. I termini di quell'accordo, però, non vennero accettati dai braccianti i quali, decisi a continuare la lotta da soli, rinnovarono le loro richieste di abolizione dello scambio delle opere e di concessione dei lavori di trebbiatura. L'Agraria, allora, tentò un'azione di sorpresa, che rivelò la protervia dei proprietari decisi a non cedere alle richieste bracciantili, facendo uscire le trebbiatrici con personale assunto da fuori provincia. Le proteste in città furono corali. In un manifesto, pubblicato congiuntamente dalla Camera del Lavoro, dalla Federazione braccianti, dalla Fratellanza contadini, dalla Lega macchinisti, fuochisti e paglierini, e dai partiti socialista e repubblicano, si stigmatizzò il gesto dei « signorotti e (dei) parvenus di Ravenna (che erano) dovuti ricorrere ai paesi infelici percossi dall'ignoranza e dalla miseria. (Dove avevano) assoldato un branco di denutriti e li (avevano) portati qui - come docili e inconsapevoli pecore - ... dove non avrebbero trovato un sol lavoratore disposto al tradimento» (21). Il gesto non solo fu deplorato dai partiti e dalle associazioni di categoria, ma ci si mise la stessa popolazione, forse per la consapevolezza del danno subito dai lavoratori ravennati se la cosa fosse riuscita, ma senz'altro per il deside,rio di opporsi ad uno smacco assai grave. (20) L'amministrazione comunale di Ravenna, dopo un primo esperimento di collaborazione fra socialisti e repubblicani, dalla fine del 1902 venne tenuta solo da questi ultimi e visse fra continui contrasti con la Giunta Pro vinciale Amministrativa la qué!le svolse opera di ostruzionismo di fronte a qualsiasi decisione presa dagli amministratori comunali ravennati in fatto di bilancio (L. LoTn, cit., pp. 286-290). Lo stesso accordo fra socialisti e repubblicani sul piano politico aveva avuto una vita breve durante lo sciopero generale del 1904, poi si era incrinato seriamente con le elezioni politiche del novembre dello stesso anno, quando nel II collegio (il I era stato conquistato dal repubblicano Roberto Mirabelli contro Andrea Costa) i socialisti si videro costretti dal loro candidato Enrico Ferri, ritiratosi spontaneamente dal ballottaggio del 13 novembre contro il De Andreis, a votare per quest'ultimo. (21) << La Libertà», 15 luglio 1906, cit. anche da L. LoTTI, p. 331.
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