Nullo Baldini nella storia della cooperazione

ALFEO BERTONDINI La questione doveva essere inquadrata nell'assillante e annoso problema della disoccupazione della mano d'opera bracciantile, reso ancor più grave in quegli anni di inizio di secolo dall'introduzione dei mezzi meccap.ici nell'agricoltura. Il Congresso regionale dei lavoratori della terra, tenuto a Ravenna nel marzo 1905, si svolse nella consapevolezza di frenare l'aggravarsi <lella situazione dei braccianti, cercando fra questi e i mezzadri di stabilire una sorta di limite di competenza nelle rispettive mansioni nelle quali era compresa, appunto, l'abolizione dello scambio delle opere gratuite fra i contadini nei lavori di trebbiatura. Nello stesso senso si orientò anche il II Congresso nazionale dei lavoratori della •terra, tenuto a Bologna nell'aprile successivo (19). Purtroppo le rivendicazioni dei braccianti, che cominciarono all'inizio dell'estate 1906, erano dirette verso un obiettivo che sembrava giusto, ma lo era solo parzialmente: esse avrebbero creato nuove possibilità di lavoro per i braccianti, ma avrebbero finito anche per colpire gli interessi dei mezzadri e non solo quelli dei padroni, e avrebbero contribuito a determinare dei pericolosi cont-rasti fra le due categorie di lavoratori. Il mantenere in piedi con interessata compiacenza, da parte dei proprietari, una tradizione come quella dello scambio delle opere stava a indicare la presenza di un vantaggio economico non indifferente, ricavato da un gravoso supplemento di ore lavorative gratuite, imposte ai contadini. L'Esecutivo della Carnera del Lavoro ravennate comprese con molta chiarezza a quali contraddizioni avrebbe condotto quell'agitazione, perciò ne ordinò la sospensione, con l'intenzione di riprenderla, con maggior probabilità di successo; l'anno dopo coi braccianti uniti ai co11tadini. I primi, oltre all'abolizione dello scambio delle ope,re, rivèndicavano anche la concessione del lavoro di trebbiatura, alle cui spese proprietari e mezzadri avrebbero dovuto concorrere in parti uguali. Di fronte alla decisione dell'Agraria di opporsi con ogni mezzo a quelle rivendicazioni e agli scioperi che ne erano seguiti, sostenuti anche dal partito socialista e da quello repubblicano, scioperi in verità che stavano portan<lo ad una grave situazione nelle campagne (19J R. ZANCHERI (edit.), Lotte agrarie in Italia, cit., pp. 135-136.

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