LA VITA POLITICA E SOCIALE A RAVENNA riunioni popolari (tenute a Forlì, Ravenna e S. Pietro in Vin coli) di propaganda e di agitazione. Venne poi costituita una Commissione la quale prendesse contatto cori l'Associazione Agraria Ra vennate, distaccatasi dal Comizio Agrario e costituita di proprietari in contrapposizione alla Fratellanza dei contadini. Dopo una serie di s chermaglie, da una parte per evitare e dall'altra per tentare un a ggancio, i contadini forzarono la situazione creando le condizioni fa vorevoli per le trattative del nuovo patto. Nel febbraio 1902, sulla questione delle barbabietole che essi si erano rìfiutati di seminare, l'Agraria, legata da impegni verso gli zuccherieri dell' « Eridania », dovette incontrarsi con i dirigenti della Fratellanza e rivedere i patti colonici, migliorandoli sensibilmente. Sembrò una vittoria, ma la cosa non si fermò lì, perchè le sezioni della Fratellanza, insoddisfatte, rifiutarono di accettarli, obbli gando i propri dirigenti a nuovi contatti con l'Agraria la quale, a su a volta, ritenendo chiusa la questione e adducendo motivi di organiz zazione interna, negò l'avvio di nuove trattative. I contadini della bassa ravennate ai primi di luglio 1902 si misero allora in agitazione rifiutandosi di estrarre le barbabietole, mentre i socialisti e i repubblicani organizzarono una serie di comizi, incitando alla resistenza nello sciopero al quale aderirono anche i braccianti e i carrettieri addetti al trasporto delle barbabietole. Ma poi, sia per l'irrigidimento dell'Agraria, sia per la situazione difficile che si stava creando fra tutti gli operai interessati alla campagna bieti cola, sia perchè dall'agitazione chi avrebbe ricevuto il maggior dann o sarebbero stati i contadini, la Fratellanza verso la metà di agost o decise di sospendere lo sciopero rimandando a miglior occasione la possibilità di rivincita (17). Riprese le trattative per un nuovo patto colonico all'inizio del febbraio 1905, dietro pressione anche della Federazione braccianti, dopo un anno si giunse al termine delle discussioni con s oddisfazione di entrambe le parti. Senonchè di lì a poco ebbe l'inizio l'agitazione per abolire lo scambio delle opere durante la trebbiat ura {18). (17) L. LoTn, cit., pp. 272-277. (18) L. Lorrr, cit., pp. 321-334.
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