LA VITA POLITICA E SOCIALE A RAVENNA nel proprio Consiglio comunale De Andreis e Turati; Rimini il 9 novembre elesse De Andreis, Turati, Gustavo Chiesi, Errico Malatesta, Carlo Romussi e i riminesi Serpieri e Ceccarelli; Meldola il 18 dicembre elesse ancora De Andreis e Turati. In campo politico si giunse ai medesimi risultati: a Ravenna il 2 marzo 1899 venne eletto De Andreis e a Forlì, il 12 dello stesso mese, Chiesi. È notevole il fatto che in quelle elezioni i liberali non presentassero nessun candidato. Evidentemente la politica liberticida del governo aveva creato un certo disorientamento all'interno di quel gruppo, il quale nell'ambiente ravennate poteva vantare la presenza di due uomini di indubbio valore e di sicura fede liberale, come Luigi Rava e Pietro Gamba. Anche nelle elezioni del 3 giugno 1900 la Romagna elesse tutti i candidati dei partiti popolari. Al I Collegio di Ravenna De Andre1.s vinse su Carlo Rasponi Bonanzi, al II Enrico Ferri su Luigi Rava; a Forlì Chlesi battè Fortis; a Cesena Comandini battè Pasolini Zanelli; a Lugo Taroni sconfisse Masi; a Imola Costa vinse su Zappi. Eletti senza competitori Caldesi a Faenza, Vendemini a S. Arcangelo e Gattorno a Rimini. Un elemento di estrema importanza in quelle elezioni fu indubbiamente il nuovo orientamento assunto dai coloni romagnoli i quali, organizzati dalla Fratellanza dei contadini appena dal marzo di quell'anno, si erano rifiutati di votare secondo la direzione voluta dai proprietari ed erano riusciti con i loro voti a rovesciare radicalmente la situazione elettorale della regione. A Ravenna l'esito delle elezioni determinò la crisi dell'amministrazione comunale i cui componenti, tutti liberali monarchici, pochi giorni dopo la sconfitta di Rasponi e di Rava si dimisero al completo (15). Nelle successive elezioni amministrative del 4 novembre, astenutisi i monarchici dalla competizione elettorale, i sessanta seggi del Consiglio comunale vennero conquistati per intero dai repubblicani e dai socialisti. Dopo quella vittoria, nonostante il non mai assopito desiderio di contrasto reoiproco, i due partiti riuscirono a realizzare un accordo leale che salvaguardasse contemporaneamente la vita della coalizione (r5) L. Lon,, cit., pp. 208-210.
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