ALFEO BERTONDINI dente determinarono in tutto il Paese un senso di malessere che non poteva non provocare tumulti e disordini. A Forlì nel novembre 1897 donne e bambini assaltarono rivendite di pane, forni e magazzini. Altre dimostrazioni si ebbero nel gennaio del 18~ a Forlì, Ravenna, Faenza, Cesena, Savignano, S. Arcangelo, Cesenatico e Mezzano. Il 28 gennaio per lavori sugli argini del Lamone abbandonato, su 2.000 braccianti richiesti se ne presentarono 7.500. Per le dispute sorte sulla precedenza nelle assunzioni venne a crearsi grande confusione per cui non fu possibile iniziare i lavori; il proposito nato fra gli operai di marciare su Ravenna venne sventato dall'intervento di Nullo Baldini, che riuscì a calmare gli animi dei più accesi. Intanto, il 16 marzo, 500 operai delle campagne, come era capitato di frequente negli anni precedenti, confluirono in città, chiedendo di iniziare il lavoro nelle risaie, fornendo in tal modo la dimostrazione più precisa della gravità della situazione in cui si trovavano i lavoratori del comune ravennate. Le dirpostrazioni nell'aprile ripresero con maggiore intensità, prima a Faenza, poi a Russi, a Lugo e a Imola. A Rimini e dintorni i saccheggi dei magazzini di grano degenerarono in disordini e vandalismi molto gravi (14). A Bagnacavallo l'intervento della forza pubblica provocò la morte dì tre persone e numerosi feriti fra i dimostranti. lntanto i poteri dei prefetti della regione romagnola vennero assunti dal generale Mirri, il quale procedette all'immediato scioglimento delle associazi?ni politiche repubblicane, socialiste e anarchiche, e alla soppressi'ine dei loro giornali. Le stesse organizzazioni cattoliche non ebbero miglior sorte, perchè il 21 maggio venne sciolto il Comitato Diocesano di Faenza e il giorno successivoquello di Forlì; mentre a Rimini vennero perquisite le abitazioni del presidente e del vice presidente di quel Comitato. A questo stato di cose in Romagna, cessati i tumulti di piazza, si reagì con le elezioni protesta, prima nell'ambito delle amministrazioni comunali, poi in quello politico. Forlimpopoli il 9 ottobre elesse (14) Sui tumulti riminesi, oltre L. LoTT1, cit., pp. 171-172, v. L. FAENZA, Papalini in città libertina, Firenze 1961, p. 60 ss.
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