PROFILO DI NULLO BALDINI risolutamente i propri sentimenti· rispetto all'attuale ordine di cose e le proprie aspirazioni intorno al prossimo inevitabile avvenire » (24). Anche Nullo è messo in carcere e il 15 dicembre sottoscrive una lettera al Costa nella quale con altri detenuti mette in luce le persecuzioni avvenute nel Ravennate. « La lettura dei giornali» affermano, « ci apprende che il Ministero propone la proroga delle leggi eccezionali a tutto il 1896, allegando al progetto una relazione non dati statistici sulle vittime di esse. Le condanne, come la nostra, non figurano certo in quella statistica; è evidente che l'autorità giudiziaria (vuoi per zelo spontaneo o per incitamento dall'alto) ha inferocito non meno della polizia in questo triste periodo, ed alla legge comune ha ·dato interpretazioni eccezionali e barbare, creando innumerovoli perseguitati politici. Noi ti presentiamo (compilato in fretta e con la sola scorta della memoria) un quadro delle condanne politiche a noi note, proferite in questo comune. La persecuzione sarà forse stata maggiore perchè - mentre non abbiamo certezza di avere ricordato tutto - siamo sicuri dell'esattezza dei processi annotati. Ed è indubitabile che tutte le condanne vennero pronunciate solo perchè si è adottato la novella massima che basti il fatto di appartenere a società socialiste per essere condannati in base ai precitati articoli. È possibile una tale odiosa interpretazione? Quale responsabilità ha il governo in questa persecuzione del pensiero? Sarà lecito coprire con l'oblio le condanne di tanti onorati cittadini per reato di opinione? Nessuno muoverà rimbrotto agli uomini che per mire elettorali hanno permesse simili offese alla libertà? Nessuno chiederà al sottosegretario on. Rava se trova giuste le condanne di tanti (24) V. foglio intestato « Commissione esecutiva per un Comizio popolare di protesta contro le repressioni e fiscalità del Governo », datato: Ravenna, 14 marzo 1894. È firmato da Nullo e da uomini appartenenti ai vari gruppi politici che erano confluiti, qualche anno prima, nel « Radicale », e che si trovano ora uniti ne << La Romagna del Popolo», organo del Comitato elettorale popolare. Gaetano Zirardini, però, scriveva ad Andrea Costa di aver aderito suo malgrado al comizio: « Ritengo, sia detto per ora fra noi, che proprio sia più dannoso che utile, questo soverchio contatto, questa comune azione con elementi, infine, borghesi come i repubblicani individualisti e gli anarchici coi loro metodi ... predicati soltanto qui da noi>> (da Ravenna, 19 marzo 1894 [C.A.C.]).
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==