LA VITA POLITICA E SOCIALE A RAVENNA 357 piuttosto alte sulle quali, però, non venivano fatti molti risparmi, considerata la tendenza a spendere con facilità il denaro guadagnato. (Sullo scarso senso di economia dei braccianti sono frequenti, dalla metà del secolo XIX in avanti, le recriminazioni della stampa ravennate e degli studiosì di problemi dei lavoratori della terra). Dopo essersi organizzati nel 1883 nella « Associazione generale degli operai braccianti di Ravenna», il cui obbiettivo era quello di sottrarsi allo sfruttamento di ingordi affittuari e appaltatori (9), nel 1902 venne costituita la Federazione Provinciale delle cooperative. Presi in appalto vari lavori pubblici della provincia relativi all 'idraulica, alle bonifiche e ai lavori del porto di Ravenna, la Federazione assunse la gestione di aziende agrarie, tramutando i braccianti da lavoratori generici in agricoltori specializzati nell'uso di macchine agricole e nelle tecniche dell'agricoltura, avviando le terre affittate ad una produttività degna del miglior concorrente e creando all'interno del movimento bracciantile « una maturità sindacale da cui le stesse leghe di resistenza trarranno la loro maggior forza ed esperienza organizzativa >> (IO). Nel 1900 venne costituita la Camera del Lavoro di Ravenna alla quale, come segno di matura coscienza sindacale che nel quadro delle lotte per ottenere migliori contratti e salari più elevati avrà un peso non indifferente, aderì nel decennio successivo la quasi totalità dei braccianti del Comune. La Camera del Lavoro fu fondata anche col concorso della Fratellanza dei contadini, costituita nello stesso anno; e ciò rivestì un carattere di indubbia importanza, poichè dimostrava trattarsi del momento in cui la solidarietà di classe agiva nel consenso presso che totale dei braccianti e dei mezzadri. Non erano ancora intervenuti gli errori dei dirigenti a frenare irrimedia- (9) Nello Statuto dell'Associazione era detto che « la Soocietà si propone la costituzione di un fondo sociale che permetta di assumere per conto proprio, la gran parte dei lavori pubblici e privati oggi deferiti alla più sfrenata e spesso non oculata speculazione. Con questo mezzo gli operai ad essa aderenti, ridotti a misere condizioni dall'ingordigia degli appaltatori, pensano di fare il primo passo neìla via della loro emancipazione, poichè, sottratto il lavoro da ogni dipendenza, l'Associazione offrirà ad essi il modo di istruirsi ed educarsi, e di togliersi dallo stato di abiezione e miseria in cui oggi si trovano». ( ro) I. Fuccm, Aspetti della questione agraria e lotte sindacali in Romagna, Tesi di laurea, cit. Sulla questione della Federazione provinciale ravennate delle cooperative si veda in questo stesso volume il saggio di S. NARDI.
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