Nullo Baldini nella storia della cooperazione

ALFEO BERTONDINI di peculiare che la posizione sociale delle singole categorie richiedeva. L'unità di classe, considerata secondo una visione deformata di comunanza di categorie eterogenee di lavoratori, era attuata con una ingenuità che aveva del rischioso. Infatti la scissione sindacale fra le due categorie non avrebbe tardato a mostrare quanto labile f~sse quel concetto nella mente e nell'azione politica dei socialisti ravennati, e . . . ' quanti equivoci esso portasse con se. Il punto d'incontro ideale fra mezzadri e braccianti, secondo la giusta indicazione del Graziadei, avrebbe dovuto essere l'affittanza collettiva; in essa le due categorie avrebbero potuto utilmente impegnarsi in parità di .condizioni con innegabili vantaggi reciproci. I primi avrebbero realizzato in parte il sogno di condurre terreni il cui raccolto doveva per buona parte andare a proprio vantaggio, avrebbero superato la posizione monopolistica degli affittuari, sarebbero divenuti piccoli imprenditori indipendenti, avrebbero istituito legami di solidarietà con gli altri coloni e avviato forme di cooperativismo le quali sì sarebbero potute attuare con l'acquisto comune di macchine agricole e con la possibilità di ottenere crediti bancari (7). I secondi. si sarebbero elevati dalla condizione di braccianti privi di specializzazione, avrebbero provato la soddisfazione di essere direttamente interessati al prodotto del proprio lavoro e sarebbero senz'altro entrati nell'ordine di idee per cui il mezzadro non era uno sfruttatore, un compratore del lavoro dei braccianti come un qualsiasi proprietario o peggio di questi, ma era un lavoratore al pari dei braccianti stessi, la cui fatica doveva trovare ugual ricompensa e uguale retribuzione (8). I braccianti svolgevano il proprio lavoro m prevalenza nelle « larghe », cioè nella zona arativa nuda di recente bonifica, nei poderi mezzadrili durante i lavori stagionali, come la mietitura, la trebbiatura e la vendemmia, assunti direttamente dai mezzadri, e nelle opere pubbliche governative e comunali. Erano pagati con tariffe (7) A. SERPIERI, Studi sui contratti agrari, Bologna 1920, p. 127 ss. (8) Per ulteriori osservazioni sui vantaggi ricavabili nelle affittanze collettive da parte dei braccianti si rimanda ad A. SERPIERI, cit., p. 138 ss.

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