Nullo Baldini nella storia della cooperazione

LA VITA POLITICA E SOCIALE A RAVENNA 349 Sull'ulteriore procedere dei repubblicani collettivisti verso una sempre più precisa determinazione della propria fisionomia politica ricorderemo un altro congresso romagnolo-marchigiano, tenuto ancora a Rimini 1'8 gennaio 1893. Si trattò di una riunione di una certa importanza perchè da essa si delineò l'organizzazione del movimento in forma autonoma. Infatti per quanto si tentasse di richiamarsi ancora al Mazzini e alle sue dottrine, verso le quali si fece formale professione di fedeltà, ormai era chiaro che l'orizzonte mazziniano era completamente scomparso. Nell'ordine del giorno conclusivo si affermò che la sovranità popolare avrebbe trovato la sua possibilità di attuarsi solo con l'abolizione della << proprietà privata dei mezzi di lavoro e di scambio, da conquistarsi a mezzo dell'organizzazione operaia, sul criterio della lotta di classe e della conquista dei poteri pubblici>> (23). Era una completa dichiarazione di principi marxistici, accettati in forma intuitiva e filtrati attraverso il vaglio delle teoriche positivistiche e non, come scrissero sul « Collettivista >>del 14 maggio 1893, un tentativo di adeguare il pensiero mazziniano alle esigenze della realtà moderna, perchè di Mazzini, in quelle dichiarazioni programmatiche, non esisteva più nulla. Pur ammettendo che si trattasse, caso mai, di un tentativo di aggancio dei repubblicani associazionisti nei confronti dei quali si intendeva ancora polemizzare e svolgere opera di propaganda, l'attrazione esercitata dal nuovo organismo politico creato a Genova il 14-15 agosto 1892 era ormai troppo forte per i collettivisti per non guardare a quello come alla definitiva e, sul momento, più concreta possibilità di soluzione dei problemi organizzativi della classe operaia. Nel marzo 1893 i ravennati della Lega socialista con l'aderire al Partito <lei Lavoratori Italiani davano il loro riconoscimento ad uno stato di fatto già maturato nel Congresso del 9 ottobre 1892, tenuto dal Circolo socialista di Russi con lo scopo di portare i socialisti ravennati ad aderire al partito sorto a Genova. Dopo la relazione di Umberto Brunelli, nonostante le resistenze di Zirardini, il Circolo di Russi aderì al partito socialista del Turati, al quale venne attribuita quella funzione in campo nazionale che il socialismo di Costa non (23) « Il collettivista », 9 febbraio 1893. ,.

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