Nullo Baldini nella storia della cooperazione

342 ALFEO BERTONDINI Democrazia, !'Albani, accompagnato dal consenso di molte sezioni periferiche, riuscì a spostare i repubblicani verso i socialisti, attirandovi con abile mossa anche qualche personalità dell'ala conservatrice del partito. I dibattiti sui rapporti fra i due partiti, suscitati in quel periodo da un insieme di articoli pubblicati sull' « Emancipazione » dal siciliano Francesco Mormina-Penna, le conclusioni dei quali però rientravano nella linea del mazzinianesimo ortodosso, servirono a mettere a diretto contatto l'ambiente repubblicano coi problemi del socialismo. Le argomentazioni del Mormina-Penna, secondo la moda di quegli anni, passavano attraverso le deformazioni dello Schaeffle, l'inventore del socialismo come « questione di stomaco», sul qual concetto Antonio Labriola aveva esercitato la sua critica irosa e sarcastica; ma della cosa non ci si deve meravigliare perchè la stessa « Critica sociale », offrendo in omaggio ai propri abbonati La quintessenza del socialismo dello stesso Schaeffle, nel qual opuscolo si trovava quella frase peregrina ed altri consimili, mostrava di non sapersi districare nelle questioni teoriche del socialismo meglio del pubblicista repubblicano. Tuttavia, il gusto per le questioni del collettivismo. prese piede in campo repubblicano e sconfinò ben presto in una serie di dispute accese sulla validità della dottrina sociale del Mazzini, di cui ormai era facile, allora, nel 1889, criticare l'inconsistenza verso i problemi economici e, conseguentemente, l'irrilevanza all'interno delle lotte sociali del momento. _Dopo il Congresso provinciale di Rimini del 1889, di fronte ai risultati del quale, come s'è visto, l'atteggiamento dei mazziniani di stretta osservanza fu piuttosto risentito, si giunse al punto di rottura definitivo col XVIII Congresso delle Società operaie affratellate (Napoli, 20--.2,f~ giugno 1889)(19). La sinistra collettivista del gruppo romagnolo, la destra intransigente rappresentata in Romagna dal cesenate Pietro Turchi, il filointernazionalista di un tempo, e il centro, che metteva capo all'Albani e al Fratti, favorevoli all'alleanza coi socialisti ma non all'adesione alle teorie socialistiche, furono i tre gruppi che scesero in campo durante i lavori congressuali. La Commissione direttiva, e questo era quanto mai sintomatico per l'orien- (19) G. MANACORDA, cit., pp. 249-268.

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