Nullo Baldini nella storia della cooperazione

' LA VITA POLITICA E SOCIALE A RAVENNA 341 Il 18 e il 19 maggio 1889 a Rimini i repubblicani romagnoli riuniti a convegno votarono l'ordine del giorno del riminese Caio Renzetti che propugnava la repubblica in politica e il collettivismo in economia. La deliberazione fu di estrema importanza perchè, cogliendo di sorpresa gli associazionisti presenti, il Congresso fece apparire in un primo tempo l'adesione ufficiale del repubblicanesimo alle tendenze collettivistiche più vasta di quel che non fosse realmente. Ernesto Nathan, scrivendo il 5 giugno al Saffi una lettera carica di lamentele in cui deprecava le polemiche sulla nazionalizzazione della terra, come se la dottrina di Mazzini fosse fatta solo di socializzazioni o di abolizioni della proprietà, qualificò il voto di Rimini una semplice parafrasi della deliberazione del Congresso di Bruxelles del 1868, proposta dal Bakunin. Gli rispose il Saffi due giorni dopo, affermando che « delle illusioni del voto di Rimini, non condivise dal resto della gran maggioranza delle società affratellate di Romagna, malgrado la fittizia maggioranza di quel Congresso preparatorio, farà ragione, se il presentimento non m'inganna, il Congresso di Napoli» (18). Ma per quanto il Congresso napoletano desse ragione ai suoi presentimenti, non impedì che l'operazione collettivistica acquistasse concretezza e realtà, laddove si intendeva mostrarne l'inconsistenza. Infatti nel novembre 1889 fu istituita a Ravenna la Federazione Operaia Repubblicana Ravennate che attirò nella sua orbita sei sezioni mazziniane e alla quale venne dato un indirizzo prettamente collettivista. Nel marzo 1890 essa accettò i deliberati del congresso riminese, dimostrando di fronte al mazzinianesimo ufficiale di aver compiuto decisamente la sua scelta politica. Ma già dal 1886 era in atto in campo nazionale l'esperimento promosso da Felice Albani col giornale <<L'Emancipazione>>,che si proclamava repubblicano-socialista e che fin dall'inizio puntò su un'azione di contrasto più o meno aperto nei confronti dell'operazione del conservatorismo repubblicano verso la democrazia radicale. Fallito col Congresso di Bologna del 1885 il tentativo di unificazione fra i due movimenti, repubblicano e radicale, che era anche tentativo di rilancio della formula ormai invecchiata del Fascio della (18) « Il Resto del Carlino», 19 giugno 1889.

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