Nullo Baldini nella storia della cooperazione

ALFEO BERTONDINI unitari del partito in fatto di teori:i e pra:ica, dichiarandosi fedele continuatore dell'ideale e dell'azione anarchica, il cui modo di realizzarsi in quel momento non poteva essere diverso da quello del partito socialista rivoluzionario (13). Agiva nei socialisti ravennati la consapevolezza di aver mandato il Costa in Parlamento per liberarlo dall'ammonizione e dalla sorveglianza speciale, e per metterlo in condizione di far propaganda in tutta Italia, facilitandogli il suo compito di rivoluzionario. Di questa tattica si impadronirono ben presto gli anarchici e la girarono in proprio favore con una mossa che colse tutti di sorpresa. Il prefetto di Ravenna nella relazione del 23 agosto 1886, dopo le elezioni di quell'anno nelle quali erano stati eletti sia il Costa che il Cipriani, spiegava la cosa al Ministero in questi termini: « Il partito socialista anarchico geloso della via fatta dall'on. Costa nella propaganda collettivista attendeva un'occasione per affermarsi, e la ebbe con le generali. « Giova rammentare che nei convegni dei partiti radicale anarchico colkttivista repubblicano tenutisi a Ravenna e a Lugo, fu stabilito che non si sarebbe posto neppure in discussione come candidato il Cipriani e fino all'ultimo momento l'accordo in ciò pareva fermato. Senonchè il partito anarchico di soppiatto faceva viva propaganda pel Cipriani, persuadendo a seconda dei casi gli elettori che eleggendo il galeotto di Porto Longone questi avrebbe ottenuto la grazia, che la sua elezione sarebbe viva protesta contro la pressione esercitata dal Governo sui giurati di Ancona, che infine il nome di Cipriani doveva essere votato da chi per una ragione o per l'altra aveva a dolersi del Governo. In una _rilmione tenutasi a Ravenna alla vigilia delle elezioni dei rappresentanti ·dei partiti sopra accennati, dal partito anarchico per patrocinare la candidatura Cipriani fu detto: che i partiti sovversivi i quali da due anni non si erano fatti vivi in provincia con clamorose manifestazioni per evitare l'azione severa dalla Autorità vigilante, dovevano cogliere, sotto pena di sparire dal campo, la favorevole occasione di potersi affermare senza pericolo alcuno col votare compatti il nome di Cipriani. (13) Sulla polemica Costa-Malatesta v. G. MANACORDA, cit., pp. 170-171.

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