LA VITA POLITICA E SOCIALE A RAVENNA 335 Intanto prendeva corpo negli anarchici ravennati la consapevolezza della validità politica dell'azione svolta dal Costa in seno al socialismo romagnolo e ne avvertivano l'importanza in rapporto alle adesioni da questo ottenute all'interno della classe operaia. Non dovevano perciò mancare le polemiche e i contrasti, anche perchè la passata attività del deputato socialista svolta in seno all'anarchismo era ancor troppo recente per poter essere dimenticata e messa da parte con facilità. Il partito socialista, poi, aveva legato a sè diversi ex anarchici locali, fra cui Claudio Zirardini, fratello di Gaetano, e in un primo tempo anche Lodovico Nabruzzi, il quale dopo essere stato il protagonista delle varie tappe dell'evolversi dell'anarchismo romagnolo (conferenza di Rimini dell'agosto 1872, Congresso di S. Pietro in Vincoli del luglio 1872) si era da esso distaccato per legarsi al socialismo riformistico e moraleggiante di Malon, per confluire poi nel partito socialista rivoluzionario di Romagna. Infine era ritornato all'anarchismo, riorganizzato a Ravenna da Romeo Mingozzi, al momento della frattura provocata nel partito socialista dai « pinetofili» (12). Infatti un duro attacco il partito socialista rivoluzionario romagnolo dovette subirlo proprio da parte anarchica, quando Errico Malatesta con espressione colorita affermò che il socialismo organizzato dal Costa, nonostante le affermazioni rivoluzionarie contenute nel suo programma, era << via di perdizione » e che il Costa stesso era un traditore della causa socialista. La Federazione socialista deplorò l'attacco, come a modo loro lo deplorarono gli anarchici Pezzi e Natta, i quali, con diversa visuale rispetto a quella del Malatesta, pur ammettendo nell'azione socialista una scissione di teoria e pratica, la giustificarono, considerandola valida indipendentemente dal suo aderire alla pratica abituale dell'anarchismo. Il Costa da parte sua, ed era questo ciò che più gli doveva stare a cuore, riaffermò i pnnc1p1 (12) Nullo Baldini ci avverte nelle sue «Memorie» ché dopo i contrasti sulla bonifica e sul rimboschimento della Pineta « il gruppo dei socialisti pinetofìli passò nelle file degli anarchici». Ritroviamo, infatti, il Nabruzzi dopo il Congresso di Capolago (4-6 gennaio 1891) mentre costituisce a Ravenna una Commissione provvisoria per tentare di rimettere in piedi l'organizzazione anarchica.
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