334 ALFEO BERTONDINI delle idee del Genovese, si erano arroccati in una « chiesuola dogmatica senza fine pratico ». Ed era chiaro che i dogmatici dovevano essere quegli astensionisti che avevano imposto di sorpresa il proprio punto di vista al XV Congresso dei mazziniani, prevalendo su una maggioranza favorevole alla partecipazione elettorale. Ma il punto sul quale i socialisti ravennati dovettero attirarsi l'appoggio e la solidarietà dei repubblicani, forse meglio che in qualsiasi altra occasione, trattandosi di condurre una lotta su problemi di interesse cittadino, molto sentiti sul piano morale, fu senza dubbio l'attacco che Gaetano Zirardini sferrò sul «Sole» del 1883 contro l'amministrazione comunale ravennate delle Opere Pie. Le insufficienze del servizio medico-ospedaliero, l'amministrazione deficitaria del Ricovero di mendicità e della Congregazione di carità, il disinteresse delle autorità per il servizio cimiteriale, l'esosità del Monte dei Pegni, gli orfanotrofi privi dei servizi igienici necessari e carenti nei servizi educativi, svolti con sistemi medievali, fornirono gli argomenti per denunciare alla cittadinanza una serie di azioni poco oneste compiute da dirigenti, amministratori e personale ausiliario. La F~derazione socialista, invocando un'inchiesta « finchè la luce (fosse) fatta e Ja moralità pubblica soddisfatta>>,appoggiò la denuncia del « Sole » mostrando ai propri iscritti e a tutta la popolazione con quanta disinvoltura venissero amministrati « i beni dei poveri>>. La reazione dei moderato-progressisti fu piuttosto goffa e maldestra, perchè il giornale socialista in un primo tempo venne querelato dal presidente della Congregazione di carità, Ugo Lovatelli, poi la querel;i venne ritirata con speciose giustificazioni, mentre Zirardini in un pubblico esercizio venne ferito ·da un colpo di pistola sparatogli a brucia~o dal direttore dell'Orfanotrofio maschile, Saporetti. L'iniziativa dei socialisti nel suo insieme costituiva una notevole manifestazione di moralità rilevata sul piano dell'azione concreta, e politicamente costituiva un'ulteriore prova, per i repubblicani ravennati, di ciò che potesse significare la presenza attiva dei socialisti stessi nei confronti dell'amministrazione locale. Con un gesto del genere ci si preparava alla conquista del Comune, che in effetti venne attuata concretamente con l'unione delle forze socialiste e repubblicane nelle elezioni amministrative del 1889. ,,
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