Nullo Baldini nella storia della cooperazione

332 ALFEO BERTONDINI non ebbero vita facile per gli interventi della polizia, la quale spesso caricò duramente i partecipanti (9). Si trattava di un modo molto convincente e sbrigativo, questo tenuto dalla polizia, di facilitare ai due partiti l'inserimento reciproco su un piano comune di lotta contro l'ordinamento dello Stato monarchico-liberale. Le stesse personalità più in vista del partito repubblicano erano in più riprese intervenute, incoraggiando largamente l'operazione. Giovanni Bovio,. sul « Fascio della Democrazia», scrisse che repubblicani e socialisti erano « due parti di un solo problema» e Federico Campanella in una lettera da Firenze (25 agosto 1883) affermò che << è necessario che tutte le società, tutte le scuole, tutte le frazioni che compongono il grande partito repubblicano-socialista, se non vogliono soggiacere all'impotenza cui l'isolamento le condannò sinora, si concertino, si organizzino, si stringano in un fascio nazionale sotto l'ispirazione d'un concetto e di una direzione comune » (IO). Lo stesso Saflì in una lettera a Costa (Forlì, 25 agosto 1882) aveva incoraggiato l'alleanza, consapevole del significato che tale operazione poteva avere in campo nazionale. In Romagpa le « cose » avevano costretto ad una risposta assai prpnta; le riunioni dei due partiti, frequenti in quel periodo, dimo~ strano che se il programma della Lega non era troppo ascoltato dai . repubblicani per i loro principi astensionistici, nè dai socialisti per l'impossibilità di aderire al radicalismo della Lega stessa, era stato tuttavia reso operante dal clima di persecuzioni poliziesche, dalla maniera indiscriminata di infliggere le ammonizioni eJ in genere, di applicare le leggi speciali di pubblica sicurezza. Era la stuazione obbiettiva che aveva facilitato l'accostamento, più èhe il proclama di Garibaldi. Infatti, anche ~f"Ravennasi tennero manifestazioni unitarie sociaI-repubblicane; si trattò di episodi che dimostrarono che l'alleanza fra i due partiti aveva una sua ragion d'essere. Il 3 settembre 1882, con discorsi di Tullo Corradini, Saffi, Venturini, Ceneri e Costa, vi fu un comizio per l'abrogazione delle leggi eccezionali di pubblica sicurezza. Il IO marzo 1883 i socialisti e i repubblicani commemorarono (9) Di tutti questi avvenimenti venne dato un resoconto sul «Moto> de l 14 novembre 1884. (10) « Il Moto>, 2 settembre 1883.

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