Nullo Baldini nella storia della cooperazione

33° ALFEO BER"iONDINI Ma senza dubbio fu la consapevolezza della propria posizione politica a costringere i progressisti alla rinuncia dell'operazione verso il repubblicanesimo, e ciò costituì un aspetto non secondario della crisi di quel movimento politico (5). A Forlì, a Cesena e a Rimini le cose andarono senz'altro meglio, perchè Alessandro Fortis, Saladino Saladini Pilastri, Carlo Aventi e Luigi Ferrari si erano potuti inserire nello schieramento monarchico liberale con relativa facilità e disinvoltura. Mentre a Ravenna, dopo la crisi comunale del 1882, fu chiaro che al movimento progressista ben poco restava da fare verso i mazziniani. Nonostante esso in ulteriori campagne elettorali conquistasse l'amministrazione comunale, la mancanza di una precisa prospettiva politica lo fece ondeggiare nelle posizioni più impensate che andavano dalla collaborazione coi moderati all'appoggio, appunto, come annotò scandalizzato il prefetto, fornito alla campagna per la liberazione da Portolongone di Amilcare Cipriani. L'operazione elettorale del 1886, infatti, vide ancora i progressisti votare a fianco dei movimenti popolari; tant'è vero che in quella occasione, oltre Baccarini, vennero eletti Andrea Costa, Edoardo Pantano e Amilcare Cipriani, la cui elezione, come capiterà con le successive, verrà annullata dalla Camera. Ma in questo mescolarsi contraddittorio di prospettive risultava chiaramente che la possibilità diretta a fagocitare_ i repubblicani all'interno del liberalismo progressista era completamente caduta. Dal 1882 ìn avanti nel Ravennate il compito di fiancheggiare il movimento mazziniano e di inserirlo nel vivo delle lotte sociali farà parte implicitamente della politica dei socialisti, con risultati ben differenti rispetto a quelli ottenuti dai liberali di sinistra e con la possibilità di creare situazioni nuove, sia per i movimenti politici impegnati nell'operazione sia per la stessa vita sociale ravennate. Nell'agosto del 1881, in un congresso convocato clandestinamente dal Costa e tenuto a Rimini da socialisti romagnoli e marchigiani, (5) Sulla posizione dei progressisti nell'ambito della politica nazionale di questo periodo, si veda G. CAROCCI, cit., pp. 294-296; si veda anche S. MERLI, La democrazia • mdicale • in Italia ( 1866-1898), in • Movimento operaio>, 1955, pp. 31-64.

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