Nullo Baldini nella storia della cooperazione

ALFEO BERTONDINI le varie candidature-pro~esta di Amilcare Cipriani trovavano la loro giustificazione di fondo nella solita campagna moralistica, verso la quale erano particolarmente sensibili sia i repubblicani che i progressisti, allora la cosa non apparirà così anormale come doveva apparire al prefetto. Era logico che a questi, che all'interno della provincia svolgeva la funzione di rappresentante dei liberal-moderati, una posizione del genere dovesse risultare incomprensibile per non dire assur,da, specialmente dopo tanti anni di persecuzioni poliziesche verso i partiti popolari. Egli non poteva accorgersi che con la loro posizione protestataria, ispirata ad una vaga concezione moralistica, i progressisti. tentavano di far breccia nella cittadella repubblicana. Senonchè, quando le posizioni assunte già da vari anni giunsero al punto di far credere ai progressisti che l'operazione tentata verso i mazziniani avesse buone possibilità di riuscire, in campo nazionale, dopo il XV Congresso delle Società operaie affratellate (Genova, 22-25 giugno 1882), questi sancirono ancora una volta l'astensionismo, protraendo nef tempo un notevole disagio riscontrabile soprattutto nella difficoltà di conciliare questa posizione con gli impegni assunti con l'adesione alla Lega della Democrazia(3). D'altra parte in quel Congresso, col porre in discussione i problemi dei lavoratorì della terra (emigrazione contadina, mezzadria, scioperi, ecc.), si era cercato di prendere contatto con questioni assai gravi che a un certo momento, specialment~ i~ Romagna, avrebbero preteso una qualche risoluzione. Si venne così a determinare all'interno del partito repubblicano una specie di alternativa ir cui realizzarsi in· un senso o nell'altro po- .. teva costituire. un serio pericolo per il partito stesso. Infatti, se i repubblicani avessero partecipato alle elezioni avrebbero dovuto sostenere un confronto con lo schieramento progressista, tanto più pericoloso quanto più perchè i progressisti cercavano di mimetizzarsi proprio in quei punti dell'ideologia mazziniana che appariva più vicina all'ideologia borghese. D'altra parte se si fossero impegnati nella (3) Il repubblicano Luigi Sassi, delegato della società operaia imolese al Congresso di Genova, scrisse: « Gli astensionisti usciti vittoriosi hanno reso un cattivo servigio alla causa della libertà e per nulla conseguente alla volontà popolare. Noi continuiamo la nostra via tracciataci da1 l momento e dalle esigenze del popolo, poiché un partito il quale si disgiunga dalla vita del paese, tosto o tardi segna la sua fine» («Il Moto», 7-8 luglio 1882).

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==