Nullo Baldini nella storia della cooperazione

ALFEO BERTON"DINI dalle elezioni comunali proprio in virtù della loro campagna elettorale basata su di una propaganda di tipo moralistico. Questa vittoria, che anticipava sul piano dell'amministrazione locale il passaggio dalla Destra alla Sinistra liberale, li metteva nelle migliori condizioni d'animo per affrontare la lotta politica, la quale, soprattut_tover~o i repubblicani, più che di rottura secondo loro avrebbe dovuto essere di assimilazione. Si orientarono perciò in una dire- .zione che, a parte la pregiudiziale monarchica, ricalcasse abbastanza da vicino le posizioni repubblicane. Oltre alla protesta per gli arresti di Villa Ruffi e oltre all'aperto riconoscimento che « fra la maggioranza degli arrestati di Rimini e le bande armate di Castelsanpietro » che avevano partecipato al moto dei Prati di Caprara non poteva esservi « alcuna connivenza >> (43), essi biasimarono le « illegalità tumultuarie e ingiuriose degli interventi polizieschi >> (44), chiesero a gran voce che dopo lo scandalo elettorale del I Collegio venisse fatta « esemplare giustizia », protestarono contro l'ammonizione, il domicilio coatto e il carcere preventivo, ma soprattutto videro nei progetti del Coppino sull'istruzione obbligatoria uno degli elementi fondamentali per risanare la situazione della pubblica sicurezza in Romagna (« le somme impiegate nelle scuole permetteranno di risparmiare quelle spese nelle carceri e nei processi »). Proprio come volevano i repubblicani! Cercarono anche di fiancheggiare l'azione repubblicana con una piccola campagna di stampa in favore dei circoli Barsanti, i quali nel 1879 erano ,s~ati_scìolti dalla polizìa. Dopo tre processi contro alcuni membri di questi circoli, finiti con assoluzionj complete, i progressisti non poterono tratte.q~rsi dallo scagliare contro la Destra delle accuse piuttosto pesan!i, fino a giungere al punto dì scrivere che se in Italia c'erano dei sovversivi essi erano i moderati e i conservatori, e non i repubblicani (45). Come si può capire da queste linee, la condotta dei progressisti verso il partito repubblicano era di aperta rivalutazione delle possibilità di questi di agire all'interno della vita politica nazionale. Evidente- (43) << Monitore delle Romagne », 16 e 26 agosto 1874. (44) « Monitore delle Romagne », 13 dicembre 1874. (45) « La Giovine Romagna», 27-28 febbraio 1879.

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