Nullo Baldini nella storia della cooperazione

LA VIT.\ POLITICA E SOCIALE A RAVENNA nalisti e repubblicani, dopo 'bastonate e sassate, vennero ucc1s1una guardia di pubblica sicurezza e un borghese, furono ferite molte persone e operati molti arresti. « Il paese si trova in un'angoscia grandissima, scrisse « Il Ravennate>> del 23 marzo, e molti cittadini si ritirano di buon'ora alle loro case ». Venne sospesa la cerimonia funebre organizzata dalla Consociazione ravennate per la morte di Mazzini, avvenuta una settimana prima, mentre pattuglie di guardie vietavano gli assembramenti di più di due persone. I liberali bolognesi nel « Monitore di Bologna » tentarono di giustificare gli incidenti attribuendoli alla disorganizzazione dell'amministrazione comunale, allora in crisi, e all'intolleranza dei cittadini. Mentre i liberali ravennati, secondo il loro angolo visuale che ci capiterà di mettere in rilievo, chiesero l'intervento delle autorità, ma non per atti di violenza bensì perchè venissero organizzate attività popolari a carattere educativo ed istruttivo. Altri incidenti del genere si ebbero anche in varie città d'Italia: a Livorno, a Pisa, a Firenze, a Jesi e a Napoli. Questo dimostra che i contrasti fra i due movimenti politici non erano limitati alla sola Romagna, ma interessavano l'intero Paese. Durante la riunione repubblicana di Cesena del 21 aprile 1872 il forlivese Rodolfo Domenico Rossi propose di orientare il lavoro organizzativo della Consociazione secondo un indirizzo unitario da estendersi a tutto il territorio nazionale (27). Si trattava di risolvere il prdblema della conciliazione tra mazziniani e garibaldini e di giungere a « dare ali' organizzazione operaia mazziniana... un centro direttivo dinamico ed efficiente » (28). Con questa proposta, che il Saffi bccciò inesorabilmente, il Rossi manifestava un atteggiamento identico a quello espresso dal Nabruzzi nei confronti del movimento socialista, con in più una variante di notevole rilievo: quella dell'attribuire alla Consociazione romagnola un'iniziativa che avrebbe permesso di frenare l'erosione che il repubblicanesimo stava subendo per opera degli internazionalisti. Giuseppe Gaudenzi, quando negli anni novanta ricostruirà il partito, si comporterà nello stesso modo suggerito dal Rossi. (27) A. BERSELLI, cit., p. 19 ss. (28) A. BERSELLI, cit., pp. 20-2 r.

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