Nullo Baldini nella storia della cooperazione

LA VITA POLITICA E SOCIALE A RAVENNA Intanto il partito repubblicano, travagliato dalla crisi provocata dalla clamorosa rottura dei rapporti fra Mazzini e Garibaldi - il generale, com'è noto, si era fatto banditore di un socialismo vago e confuso, e, per il fascino esercitato sulle masse dalla sua figura prestigiosa, aveva determinato adesioni impulsive, frettolose e irriflessive verso il socialismo stesso (21) - iniziò ad agire con violenza contro gli internazionalisti. I delitti di parte repubblicana compiuti in Romagna, a cui s'è accennato e ai quali se ne dovrebbero aggiungere molti altri (anche l'eliminazione fisica degli anarchici era un modo di collaborare col governo), non riuscirono indubbiamente a sconfiggere l'internazionalismo il quale, anzi, dimostrando la sua vitalità polemica nel 1874, tramite il « Romagnolo 1>, fece sentire ripetutamente la sua voce combattiva. « Che cos'è oggi in Romagna il partito repubblicano? », scrissero gli internazionalisti ravennati nell'intento di dare un resoconto su un elemento fondamentale della politica romagnola; « volgiamoci d'attorno e noi vedremo che la famosa Consociazione Romagnola, che doveva mettere a giudizio i socialisti, non dà segno di vita. Assorti in un ideale che... non risponde per nulla a' bisogni e agli istinti del popolo e alla natura pratica del proletariato italiano, non aveste, nè potevate avere viscere per il popolo, del quale non siete parte e passione rivoluzionaria. Credete voi (che il popolo) dacchè vi vede occupati qua in speculazioni di finanze, là in intrighi di commercio, altrove in imbrogli elettorali, non abbia detto a se stesso che un nuovo nemico si sarebbe d'ora innanzi accanitamente opposto alla sua emancipazione? » (22). Consapevoli dei limiti della concezione socialistica di Garibaldi gli internazionalisti indicavano nel « principio di autorità » il nemico principale contro cui combattere, a motivo del quale, scrivevano con inconsapevole ingenuità, Marx, Engels e il Consiglio di Londra « furono messi inesorabilmente da banda» (23). (21) A. RoMA~o, cit., p. 139. (22) « Il Romagnolo ;i). 7 febbraio 1874. (23) ~ Il Romagnolo>, 7 marzo 1874.

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