310 ALFEO BERTONDINI nanze per l'abolizione del dazio di esportazione via mare sulle granaglie, sulle canape e sul riso. La richiesta, che venne accolta il 10 maggio successivo dalla Camera, concerneva anche un tentativo di rilancio della regione romagnola in senso economico, nei confronti del quale il governo, invece, si era dimostrato e si dimostrerà sem-· pre piuttosto restio. Infatti, ancora tredici anni dopo, nel 1884, cioè nel periodo delle discussioni sulle bonifiche in Pineta, i liberali, con una serie di « lettere aperte» pubblicate· sul « Ravennate », denunceranno all'opinione pubblica il persistere di tale incuria e di tale disinteresse, affermando che invece di risolvere le questioni economiche e .finanziarie, invece di migliorare materialmente le condizioni della popolazione il governo preferiva considerare la Romagna come terra di conquista, in cui la forza pubblica e l'esercito dovevano ritenersi in uno stato di allarme permanente. Nel processo svoltosi a carico di Giuseppe Liverani per l'assassinio di Francesco Piccinini fu palese che il gesto venne compiuto perchè questi aveva abbandonato il partito repubblicano ed era passato al socialismo anarchico. Del fatto criminoso il Saffì, giustamente preoccupato di allontanare il sospetto che gli assassini avessero agito su istigazione dei dirigenti della Consociazione romagnola, dette due diverse versioni. Nella prima di esse fece capire che si trattava di assassinio politico (13), mentre nella seconda, smentendo la precedente versione, cercò di proiettare la vicenda nella sfera degli odii oscuri ed incontrollabili, dichiarando trattarsi di assassinio compiuto da ignoti (14). Di quest'ultimo parere si sono mostrati anche vari storici che hanno ricordato l'avvenimento, lasciando la questione negli stessi termini prospettati dal Saffi e dalla stampa liberale; la polizia, però, che era ben addentro nella vicenda, riuscì a mettere le ma1\i sul Liverani, un complice, e si lasciò sfuggire purtroppo rautore materiale del delitto, Luigi Gavelli, che visse latitante e non fece mai più parlare di sè(15). (13) << Il torre a tradimento la vita dell'avversario è scellerata Yiltà >, lettera a «L'Alleanza>, 14 maggio 1872. (14) Si veda La Consociazione Romagnola e gli arresti di Villa Ruffi, Lettere di A. Saffi ad A. Mario, Forlì 1875, p. 28. (15) A.S.B. - Corte d'Assise di Bologna: « Sentenza contro Live,-ani Giuseppe detto Manà, nato a Lugo il 10 agosto 1846, ivi domiciliato, garzone
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