ALFEO BERTONDINI fornire il quadro di uno stato di cose estremamente squallido e tragico. Ma lasciando da parte i crimini compiuti da volgari malfattori da strada ai quali, come s'è detto, non era talvolta estranea la protesta bracciantile e contadina contro uno stato di miseria insostenibile: ci preme sottolineare con alcuni esempi quanta parte abbiano avuto nelle gesta criminose i repubblicani, avvertendo, però, che tali azioni venivano compiute da singoli individui i quali, al momento dell'arresto, si rivelavano ideologicamente legati al mazzinianesimo, ma nei confronti dei quali, giustamente, la Consociazione romagnola non esitava a scagliare anatemi più o meno infuocati. _Al famoso processo della banda degli accoltellatori, che durò dall' 1 ottobre al 13 dicembre 1874, la Pubblica Accusa mise in evidenza i seguenti fatti: che i ventitrè individui incriminati per buona parte erano degli sbandati del volontarismo garibaldino e delle guerre risorgimentali, e che per mascherare la loro attività criminosa essi si erano nascosti dietro una presunta Società di Mutuo Soccorso democratica, costituita in opposizione alla Società operaia ravennate di Mutuo Soccorso fondata dai liberali nel 1864 (9). Non era però estraneo a tale loro attività un movente economico che si riferiva ad un modo particolare di reagire nei confronti degli incettatori dei grani e degli appaltatori dei dazi, contro i quali si erano avuti dei disordini nel 1867 (10). Durante il dibattito processuale la Pubblica (9)° Si vedano i supplementi del «Ravennate> di quel periodo, i quali contengono il resoconto stenografico del proéesso. (ro) Il çonlie Achille Rasponi scriveva a Domenico Parini il 24 settembre 1867: « Credo che i disordini prima avvenuti dei grani siano la causa di questi delitù ... Tu sai che a Ravenna vi è una nota di ammazzandi: ebbene in questa nota non sono che uomini d'affari, negozianù, e solo Serena e Cesa-re Rasponi non appartengono a questa classe... Io arrivo ora da Ravenna dove ho passato qualche ora. Un timor panico vi regna indescrivibile, mantenuto da lettere anonime e da intimidazioni ... ». Anche il Finali, che gli scriveva il 21 settembre, metteva l'accento sulla questione economica dei grani come motivo specifico dei disordini: « A giudicare dalle condizioni di Romagna il governo ha un termometro infallibile nel listino dei prezzi dei cereali: tra Firenze e Cesena la differenza per esempio è quasi di IO lire l'ettolitro, mentre il trasporto di là sin qua costa soltanto lire 3,20 >. Queste lettere sono riportate da R. CoLAPIETRA,nel suo recente saggio
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