Nullo Baldini nella storia della cooperazione

LA VITA POLITICA E SOCIALE A RAVENNA della problematica socialista. Due fatti, quindi, sono certi e cioè che la vita del partito repubblicano acquisterà un significato solo con la presenza dei socialisti nella politica italiana e che la polemica repubblicana, che per ovvi motivi avrebbe dovuto rivolgersi solamente contro lo Stato liberale e monarchico, in certi momenti cruciali si rivolse di preferenza contro il movimento socialista, come se questi fosse l'antagonista principale e non piuttosto i liberali, proprietari di terre e di capitali. I motivi ideologici fondamentali che maggiormente contribuirono a mettere in urto repubblicani e socialisti anarchici negli anni che seguirono immediatamente l'Unità furono dovuti senza dubbio alla polemica di Mazzini contro Bakunin e contro l'Internazionale, al fatto che buona parte dei dirigenti del partito repubblicano fosse composta di veri e propri borghesi, e infine, e su questi motivi polemici gli internazionalisti ebbero una mano assai pesante, al paternalismo, alla moralità astratta, alla religiosità trascendente, quali implicite teoriche di difesa del privilegio, dell'autoritarismo, del rimandare a tempo indeterminato la rivendicazione delle necessità materiali più urgenti del popolo delle città e delle campagne. Questi elementi contribuirono senza dubbio a rendere fortemente ostile ai repubblicani il movimento socialistico; e che i repubblicani stessi in un certo senso, secondo le accuse dei socialisti, venissero a fare il giuoco della borghesia è una questione fornita di una sua validità e di una sua precisa configurazione storica. Ma sulla tormentata posizione del partito repubblicano, diviso fra borghesia e proletariato, avremo occasione di ritornare. Intanto si deve ricordare di sfuggita che il brigantaggio romagnolo, oltre a richiamare su di sè l'attenzione del Governo, del Parlamento, dell'opinione pubblica e della stampa nazionale, interessò anche la stampa estera. Una corrispondenza ,da Ravenna, pubblicata sul « Times » ,di Londra del 15 ottobre 1872, ci offre l'esatta misura di quel che pensassero gli inglesi della situazione romagnola. Ad essi, che attribuivano il fenomeno all'incapacità della classe dirigente italiana, risposero con tono velenoso i liberali del << Ravenna te », ai quali premeva soprattutto contestare il fatto che il malandrinaggio fosse la conseguenza tragica della politica deficitaria governativa. Gli avvenimenti da narrare sarebbero molti e sarebbero tali da

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