Nullo Baldini nella storia della cooperazione

LA VIT:\ POLITICA E SOCIALE A RAVENNA tori ... :È a sperarsi che l'aumento delle Stazioni dei R.li Carabinieri varrà a porre un freno all'audacia dei malfattori che scorazzano le campagne specialmente del Lughese e del Faentino ... La piaga del malandrinaggio alimentata dal manutengolismo dei contadini è troppo radicata per poterla sanare ad un tratto... Accennerò, come sintomo favorevole che non ha guarì il Centro ravennate dell'A.R.U. (Alleanza Repubblicana Universale) con parole di fuoco stigmatizzava l'assassinio politico. Se veramente alle parole tenessero dietro i fatti un gran passo sarebbe fatto per cancellare questo barbaro avanzo delle peggiori epoche che abbiano funestrato il nostro paese » (8). Nel documento prefettizio, oltre la dichiarazione di impotenza dell'autorità nei confronti del problema la cui soluzione si pensava di affidare ad un insieme di atti di forza, oltre all'accenno al « barbaro avanzo delle peggiori epoche » nella quale espressione si alludeva, come al solito, allo Stato Pontificio e alla situazione di malgoverno che in esso aveva alimentato il brigantaggio, è sintomatico l'accenno sull'atteggiamento tenuto dai contadini e dal partito repubblicano. Nelle campagne, evidentemente, l'azione dei contadini di tutela, di copertura e di difesa dei briganti in una rete di omertà, le cui maglie difficilmente avrebbero ceduto, costituiva un atto di protesta e di rivolta contro la proprietà e contro uno stato di miseria che non presentava via d'uscita. Forse poteva significare anche difficoltà nei contadini stessi, dato l'isolamento in cui vivevano, di impostare una qualsiasi difesa contro il brigante, cioè contro un pericolo oscuro ma sempre presente, compiuta in una condizione di palese inferiorità. Ma nella quasi totalità dei casi non era la paura che agiva, bensì la certezza di aver trovato nel brigante un valido oppositore contro uno stato di cose insostenibile. I repubblicani, dal canto loro, nel trattare il problema nella riunione ravennate dell'A.R.U. e nel comizio di Faenza dell'u gennaio 1871, formularono una sorta di protesta che risente fortemente dei limiti della loro posizione. Il loro modo di condannare la situazione potrebbe far credere in un tentativo di collaborazione con le autorità governative (gli elogi incondizionati del Procuratore del re, nel (8) M.I. - Prefettura di Ravenna, Relazione del 21 maggio 1871. 20

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