LA VITA POLITICA E SOCIALE A RAVENNA Un fatto, comunque, è certo e cioè che lo sviluppo del brigantaggio, assai rilevante negli anni sessanta e settanta, in Romagna venne combattuto con le stesse armi che si usò per combattere repubblicani e internazionalisti. Questo significa che i due aspetti della questione, brigantaggio e lotta contro i partiti « sovversivi », venivano considerati come elementi di uno stesso problema. Ed è su questo punto che la classe dirigente italiana venne meno nella realizzazione di se stessa, escludendo un'opposizione che per la vita dello Stato significasse qualcosa di valido. Conoscere l'origine, la provenienza, l'estrazione sociale degli individui che in Romagna si dettero al malandrinaggio non è del tutto facile, anche perchè i gruppi dirigenti locali, nel prendere in considerazione il problema, più che mettere l'accento sugli aspetti economici della questione, dei quali erano per buona parte interessati come proprietari terrieri, preferivano riferirsi ad una polemica che in certo modo, ad Unità compiuta, continuasse sul piano ideologico la lotta contro coloro che venivano ritenuti responsabili della situazione: lo Stato Pontificio e i gruppi che ne appoggiavano la politica. Infatti, nella stampa liberale ravennate degli anni settanta era normale l'attribuire alla disordinata amministrazione dei legati papali la responsabilità del brigantaggio romagnolo. Questa polemica di tipo anticlericale che per i liberali si riferiva alla necessità di organizzare lo Stato in senso moderno, comprendeva l'esigenza di combattere il pericolo di una eventuale riconquista del potere da parte dei gruppi politici che avevano sostenuto il passato governo papale e il bisogno di tutelare la vita e i beni dei cittadini attraverso la corretta ed « imparziale» applicazione della legge; mentre sul piano economico essa perdeva ogni significato, anzi veniva completamente ignorata e solo raramente è dato riscontrare in affermazioni esplicite la possibilità di spiegare il brigantaggio in tal senso. Tuttavia, per quel poco che è dato conoscere, è chiaro che il brigantaggio romagnolo, e soprattutto ravennate, aveva la sua lontana origine anche in un modo particolare di trasformazione agraria intervenuto nella regione negli ultimi decenni della dominazione pontificia. È la trasformazione dei territori da sistemi di conduzìone di tipo medievale a colture di transizione, verificatasi nel passaggio dalla bonifica delle campagne al loro sfrutta-
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