PROFILO DI NULLO BALDINI • Ma si stanno preparando per il socialismo anni duri. Il progetto del Costa di costituire un partito socialista italiano non ha approdato ancora ad alcun risultato ed i socialisti romagnoli tentano a varie riprese di riorganizzare il loro partito (7). Di tale rilancio organizzativo è segno il ricomparire in Ravenna del « Sole dell'Avvenire», diretto ancora da Gaetano Zirardini. Siamo alla fine di giugno del 1889. La questione che si pone con urgenza è quella della partecipazione ai due congressi internazionali, uno « possibilista» (Salle Lancy) ed uno «marxista» (Salle Petrelle), che dovevano tenersi a Parigi, nel luglio, in occasione del centenario della Rivoluzione. Il 30 giugno i delegati del Partito socialista rivoluzionario si radunano a Forlì con la partecipazione anche di alcune società operaie. La lega socialista del territorio ravennate è rappresentata da Nullo e da Zirardini. La discussione è vivace. Parlano anche Costa e Germanico Piselli. Costa sostiene, in un o.d.g., la necessità di « un congresso solo, che getti le fondamenta solide dell'associazione internazionale fra i lavoratori socialisti». Alla fine Nullo presenta un o.d.g. che raccoglie tutte le opinioni espresse. In esso si afferma che i socialisti romagnoli deliberano di partecipare ad ambedue i congressi socialisti internazionali di Parigi e danno mandato imperaiivo ai loro rappresentanti di fare ogni sforzo per ristabilire fra i partiti operai socialisti di ogni paese un vincolo internazionale sulla base dell'Associazione Internazionale dei Lavoratori. L'o.d.g. è approvato all'unanimità: a Parigi vanno Costa, Cipriani e Piselli (8). Nullo, tuttavia, se è parte attiva nella politica del grande movimento socialista, non trascura quella più circoscritta e limitata, ma non meno importante ed efficace, che si realizza nell'amministrazione locale di Ravenna ove, nel novembre del 1889, si tengono le elezioni amministrative. Non ci sono grandi novità nello schieramento elettorale: operai e braccianti sono invitati a votare senza esclusioni a lista concordata dal « Comitato popolare » che (7) G. MANACORDA, op. cit., p. 272. (8) « Il Sole dell'Avvenire», 6 luglio 1889, La rrumone di Forlì.
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