Nullo Baldini nella storia della cooperazione

ALFEO BERTONDINI Il 23 agosto 1882 « Il Ravennate», giornale dei moderati locali (« ispirato ad un liberalismo di dubbia lega», secondo la valutazione del prefetto in una sua relazione), aveva pubblicato una lettera nella quale 1800 braccianti delle campagne ravennati facevano presenti le miserrime possibilità di lavoro delle risaie (18). Il lavoro annuale; scrivevano, si era ridotto da sei a tre mesi, solamente. Perciò si rivolgevano ai grandi proprietari ai quali chiedevano di farsi benefattori « di questa povera classe», scongiurandoli a « venir loro in soccorso coll'incominciare quanto prima nei rispettivi tenimenti un'ordinata, intelligente e contemporanea sistemazione, o qualsiasi altro lavoro consimile, per supplire alla summentovata risicoltura». La lettera, controfirmata da parecchi proprietari, fra cui diversi parroci, dimostrava soprattutto che la fiducia dei lavoratori era espressa con un atto di disperato servilismo verso i grandi proprietari, per le possibilità di lavoro che questi erano in grado di offrire. Nella stessa lettera venivano magnificate e ricordate come esempio di sana e provvida gestione le tenute dei Ghezzo, dei Rasponi e dei Giuliani. Ed era una penosa adulazione, perchè con essa ci si tentava di rendere (18)· Sulla crisi dei lavori agricoli nelle risaie ravennati il prefetto scriveva al Ministero. in questi termini: « Una crisi agricola ha colpito il vasto territorio Ravennate e per la quale gli operai di campagna si sono visti mancare una grandissima risorsa. Voglio dire la ridotta coltivazione delle risaie ad un terzo circa delle proporzioni usate in passato ... > (M.I. - Prefettura di Ravenna, Relazione del 30 giugno 1883). Mentre sulla situazione degli affittuari delle risaie la Pasolini scriveva: e Nel 1882 comincia un notevole ribasso del prezzo dei generi; quello del riso scende da L. 25 a L. 17 al quintale; e i primi a sentirne gli effetti furono i coltivatori dèlle risaie, i quali, obbligati come erano ad anticipare forti somme per la preparazione ~el terreno. e per tutti i lavori campestri, si trovarono più pronti a disinvestire;..questo cospicuo capitale di esercizio. Gli affittuari risaroli per questo ribasso e per una serie di annate di siccità che impèdì le buone colmate, si trovarono in poco tempo rovinati; alcuni ottennero delle rescissioni di contratto, pochissimi trovarono vantaggioso di proseguire anche col ribasso del!'affitto, i proprietari coltivatori di risaie poi si videro costretti di restringere la coltura del riso, e laddove le condizioni altometriche e la natura del terreno lo permettevano, la surrogarono con un'altra assai meno costosa, cioè con quella dell'erba medica ... ma trattandosi di coltura, che richiedeva meno braccia e che si poteva praticare soltanto sopra un'estensione limitata di terreno, la classe dei braccianti dovette rimanerne offesa > (M. PASOLINI, Una famiglia di mezzadri romagnoli nel Comune di Ravenna, in « Giornale degli economisti>, 1890, p. 248).

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